Giallo di Rosina: familiari indagati e funerale stoppato. A caccia di indizi nelle telecamere

Martedì 29 Dicembre 2020 di Benedetta Lombo
Montecassiano, giallo di Rosina morta in casa: familiari indagati e funerale stoppato. A caccia di indizi nelle telecamere

MONTECASSIANO - Il corpo senza vita di una donna, tre familiari conviventi indagati per omicidio che insistono sulla versione del rapinatore, un’autopsia che esclude la causa naturale del decesso ma muove verso l’asfissia e un funerale già organizzato che all’ultimo momento slitta perché la Procura ha revocato il nullaosta «per questioni burocratiche», poi ancora sopralluoghi e analisi dei tabulati.

LEGGI ANCHE:

 

Il giallo

Si infittisce il giallo sulla morte di Rosina Carsetti, la casalinga di 78 anni originaria di Matelica ma da una vita residente a Montecassiano in una villetta a schiera in via Pertini dove è stata trovata cadavere la sera della vigilia di Natale. Ieri pomeriggio alle 15.30 alla chiesa di Sant’Egidio il parroco avrebbe dovuto celebrare il funerale di Rosy, così la chiamavano le amiche e probabilmente loro e pochi altri avrebbero partecipato al rito funebre chiesto rigorosamente in forma privata. L’ultimo saluto le sarebbe stato dato dalle persone che le volevano bene, che per anni avevano scambiato con lei confidenze e che negli ultimi tempi avrebbero raccolto i suoi sfoghi su una routine familiare non esattamente idilliaca. Rosy aveva avuto il 19 dicembre un colloquio con un’operatrice del centro antiviolenza Sos Donna di Macerata e proprio per oggi, 29 dicembre, aveva fissato un appuntamento con un avvocato per una consulenza legale. Appuntamento a cui non è mai arrivata visto che la sua vita si è spenta in quella tragica sera della vigilia di Natale. 

Gli accertamenti

Il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote della 78enne Enea Simonetti, al momento sono indagati per concorso in omicidio, favoreggiamento e simulazione di reato. Sin dall’inizio hanno fornito una versione agli inquirenti: quella del rapinatore entrato in casa alle 19.30 del 24 dicembre in pieno lockdown senza far abbaiare i cani che erano in giardino e senza lasciare alle spalle segni di effrazione su porte o finestre. Solo una cucina a soqquadro, al primo piano dove è stata trovata senza vita Rosy, dopo aver chiuso in bagno il marito di lei, legato per i polsi la figlia e fuggito con un migliaio di euro prima che rincasasse il nipote Enea. Per verificare se quello che i tre hanno sostenuto nell’immediatezza dei fatti fosse vero, i carabinieri guidati dal comandante provinciale, il tenente colonnello Nicola Candido, hanno dato il via a mirate e puntuali indagini, hanno raccolto 15 testimonianze dei vicini, degli amici di Rosy che volontariamente si sono recati in caserma per raccontare quello che sapevano e stanno eseguendo accertamenti tecnici su tabulati e telecamere poste nel perimetro attorno alla villetta di via Pertini. 

Il sopralluogo 

Con loro ieri, per un secondo sopralluogo, c’era anche l’analista forense Luca Russo, esperto in indagini informatiche forensi, nominato dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Vincenzo Carusi per effettuare una mappatura delle telecamere poste in zona e puntuali ulteriori verifiche. Accertamenti che sono iniziati alle 7 e sono proseguiti per tutta la mattinata fino alle 14.30, il consulente accompagnato dai carabinieri ha voluto capire come sono posizionate le telecamere, che raggio d’azione coprono e al termine del sopralluogo Russo ha fornito i propri iniziali spunti tecnico-investigativi agli inquirenti e già oggi si potrebbe sapere qualcosa di più.

Il riserbo

Sin dalle prime battute il riserbo degli inquirenti è stato massimo, poche e frammentarie sono state le notizie trapelate, un riserbo che è andato di pari passo con quello del pool di avvocati degli indagati, Laura Ricci e Gianni Padula per il nipote di Rosy, Sergio Del Medico per la figlia, e Chiara Arcangeli per il marito della 78enne. Profilo basso, nessuna dichiarazione sulle versioni dei propri assistiti, ma soprattutto attesa di conoscere le prossime mosse degli inquirenti. Sulla decisione di ieri da parte della procura di revocare l’autorizzazione alla celebrazione dei funerali il legale Del Medico ha commentato: «Il motivo non lo so, ma è una decisione logica, era forse troppo presto per restituire la salma perché dovranno fare altri accertamenti».

 

Ultimo aggiornamento: 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA