Rosina uccisa, villetta sotto la lente e i familiari indagati cambiano avvocati

Mercoledì 30 Dicembre 2020 di Benedetta Lombo e Alessandra Bastarè
Montecassiano, Rosina uccisa, villetta sotto la lente: «Ci sono segni di effrazione». I familiari indagati cambiano avvocati

MONTECASSIANO -  Villetta sotto la lente di ingrandimento, gli inquirenti sono tornati nell’abitazione di via Pertini a Montecassiano dove la sera della vigilia di Natale è stata uccisa la casalinga di 78 anni Rosina Carsetti.

LEGGI ANCHE:

Per la prima volta rientrano in casa per assistere ai rilievi anche la figlia Arianna Orazi e il nipote Enea Simonetti. I familiari della 78enne, a cinque giorni dall’omicidio hanno deciso di cambiare avvocati. 

 

La traccia

Il nuovo legale Andrea Netti, al termine del sopralluogo ha parlato dell’emersione di «elementi eccellenti» a favore degli indagati e ha poi assicurato: «È chiaro che il ladro è passato dalla porta-finestra del retro». Sul punto, in serata, il procuratore Giovanni Giorgio ha detto: «Si tratta di valutazioni difensive, il mio ufficio si riserva di effettuare gli opportuni accertamenti, anche tecnici se necessario». 
Di colpi di scena, ieri, ce ne sarebbero stati diversi, a partire dalla mattina quando i familiari di Rosy Carsetti: figlia, nipote e il marito Enrico Orazi, indagati per concorso in omicidio, favoreggiamento e simulazione di reato, hanno deciso di revocare l’incarico ai precedenti legali e di affidarsi agli avvocati Netti, Valentina Romagnoli e Paolo Morena dello studio legale Adr. Con i primi due ieri alle 13.30 hanno raggiunto la villetta, poco dopo sono arrivati il procuratore Giovanni Giorgio insieme al sostituto Vincenzo Carusi, il tenente colonnello Nicola Candido comandante provinciale, il comandante del Reparto operativo Massimiliano Mengasini, insieme agli uomini della Sezione investigazioni scientifiche di Ancona. Con loro anche il consulente informatico Luca Russo. 

Il sopralluogo

Una volta dentro al cortile Arianna Orazi e il figlio si sono subito diretti verso i tre cani, un corso, un pastore del Caucaso e uno di piccola taglia di colore chiaro che erano rimasti in giardino, accarezzandoli e restando con loro finché non sono entrati in casa con i legali, i magistrati e i carabinieri. Assente il marito della vittima, sembra per una indisposizione. I militari hanno transennato il perimetro della casa e alcuni di loro sono rimasti all’esterno per impedire l’avvicinamento di persone estranee. Dentro invece sono iniziati gli accertamenti per ricostruire ciò che è accaduto nei momenti immediatamente precedenti il ritrovamento del cadavere. I carabinieri hanno cercato impronte sul pavimento con un macchinario ad hoc. Dopo circa un’ora il sostituto Carusi, il consulente Russo e il militare specializzato nell’analisi dei tabulati telefonici si sono allontanati per un veloce sopralluogo in una zona poco distante e sono tornati poco dopo. La figlia di Rosy ha portato il cane corso a fare una passeggiata nella strada adiacente alla villetta, sguardo basso, ed è rientrata dopo un minuto. 

Il sequestro

Alle 15.30 i magistrati sono andati via senza rilasciare dichiarazioni, i carabinieri hanno sequestrato un computer Mac, due tablet, un telefono e un modem, mentre è stata dissequestrata la Jeep nera del nipote della vittima che era parcheggiata nel cortile. In casa per un’altra mezzora sono rimasti madre e figlio con avvocati e carabinieri e hanno portato via il pappagallo che era rimasto in casa. Per l’avvocato Netti dal sopralluogo – che dovrà essere concluso in un’altra occasione – sono emersi diversi elementi importati per la difesa tra cui i segni di effrazione lasciati dal presunto ladro su una finestra che dà sul retro. Intanto vanno avanti gli accertamenti su tabulati e telecamere per accertare se quanto dichiarato dai familiari (una rapina finita male) sia supportato da riscontri esterni. Diversi sono i dubbi ancora da sciogliere, a partire dall’orario della morte che potrebbe essere collocato tra le 17 e le 18 ma il procuratore ha sollecitato il medico legale Roberto Scendoni di stringere i tempi per depositare una iniziale relazione scritta che potrebbe arrivare anche in settimana. I familiari avrebbero riferito che la rapina sarebbe maturata verso le 19.30, quando in casa c’erano la vittima, il marito e la figlia ma in punti diversi della casa, tant’è che quando il nipote è rientrato dal supermercato, avrebbe trovato il nonno chiuso in bagno, la mamma sulle scale interne con i polsi legati con un filo elettrico e la nonna in cucina al primo piano esanime a terra. Un altro particolare poi è dato dal fatto che sembra che in cucina non ci fossero ancora cibi preparati per la cena della vigilia.

 

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 14:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA