Il coronavirus non si è fermato: Pesaro, Fano e Ancona le città infette a Natale

Mercoledì 30 Dicembre 2020 di Maria Teresa Bianciardi
Il coronavirus non si è fermato: Pesaro, Fano e Ancona le città infette a Natale

ANCONA - Otto giorni sotto stretta osservazione epidemiologica, di cui tre in zona gialla, quattro in lockdown con qualche deroga sugli spostamenti e uno in arancione. Otto giorni in cui il virus non si è fermato, anzi.

Ha continuato la corsa ai contagi e lo ha fatto spostandosi dal nord al sud della regione più o meno intensamente. Il Gores ha appena terminato di analizzare il periodo dal 21 al 28 dicembre e dai dati emersi, le città di Pesaro, Fano e Ancona hanno manifestato il più alto numero di casi rispetto alle altre realtà marchigiane.

 

Pesaro in particolare ha contato 197 positivi, il comune fanese 193 e il capoluogo dorico 163. Subito dopo Osimo, in provincia di Ancona, con 120 casi e Senigallia con 101.

Il report

Chiusa la zona rossa di Natale, nella sola giornata di lunedì (fascia arancione) sono stati 508 i casi positivi su 4.229 tamponi, di cui 2.653 nel percorso nuove diagnosi (di cui 1.033 nello screening con percorso Antigenico) e 1.576 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 19,1%). Nel percorso screening antigenico sono stati effettuati 1.033 test e sono stati riscontrati 39 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare): Il rapporto positivi/testati, in questo caso, è pari al 4%. «Stiamo monitorando costantemente la situazione, che mostra una crescita dei casi sintomatici rispetto ai giorni scorsi», conferma l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini. «Nessun allarmismo, però, ma massima attenzione e rispetto delle regole da parte di tutti. Solo continuando ad assumere comportamenti consapevoli e responsabili, possiamo contenere la pandemia in attesa che il vaccino assesti il colpo finale al virus». I dati segnalano, nella provincia di Pesaro, una positività più accentuata nell’ambito dei casi testati. 

Il monitoraggio

«Ieri al pronto soccorso del San Salvatore di Pesaro e a quello di Fano, il 118 ha trasportato 92 pazienti, tutti dimessi, eccetto dieci in codice rosso. Il bollettino - continua Saltamartini - registra una settantina di casi sintomatici, nella provincia, rispetto ai precedenti numeri più bassi che fanno presumere una risalita della curva epidemiologica». Ma la situazione, a livello di ricoveri, continua essere gestibile. Il tasso di occupazione regionale di posti letto Covid in terapia intensiva è del 27,7% (61 impegnati sui 216 disponibili), mentre nell’area medica si registrano 327 pazienti su 1.188 posti disponibili. «Quindi sempre massima attenzione, perché l’oscillazione di questi numeri dipende inevitabilmente dagli atteggiamenti personali». Rispetto al giorno precedente aumentano di 12 unità il numero di ricoverati nelle Marche passati da 514 a 526, mentre sono state dimesse 32 persone: un paziente in più sia in terapia intensiva (61) sia in semintensiva (138) mentre i ricoverati in reparti non intensivi salgono a 327 (+10). Cresce anche il numero di ospiti di strutture territoriali (239, +2) e di assistiti nei Pronto soccorso (37, +6). Intanto i positivi in isolamento domiciliari sono ora 9.603 (+380) e le persone isolate in casa per contatti con contagiati 13.758 (+121; 3.647 con sintomi, 601 operatori sanitari). I guariti aumentano da 28.556 a 28.661, +105). Dei nuovi casi registrati 194 sono stati rilevati in provincia di Pesaro Urbino, 123 nell’Anconetano, 83 in provincia di Fermo, 38 in provincia di Macerata, 36 nell’Ascolano e 34 fuori regione. I casi comprendono 69 soggetti sintomatici; ci sono contatti in setting domestico (97), contatti stretti di casi positivi (144), contatti in setting lavorativo (13), contatti in ambienti di vita/socialità (29), contatti in setting assistenziale (14), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (12), screening percorso sanitario (8) e due rientri dall’estero.

 

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