«Mai più vere ondate. Il virus ora è endemico proteggiamo i fragili»

«Mai più vere ondate. Il virus ora è endemico proteggiamo i fragili»
«Mai più vere ondate. Il virus ora è endemico proteggiamo i fragili»
di Lorenzo Sconocchini
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Martedì 17 Gennaio 2023, 04:30 - Ultimo aggiornamento: 13:12

ANCONA Se il virus che ci tormenta da quasi tre anni è in netta ritirata, come attestano i dati dell’ultimo aggiornamento settimanale della Regione Marche, è bene tirare un sospiro di sollievo, ma senza considerare la partita con il Covid ormai archiviata, continuando invece a vaccinarsi periodicamente. Analisi a cura del professor Stefano Menzo, responsabile del Laboratorio di Virologia dell’azienda ospedaliero-universitaria Marche di Ancona, secondo cui le curve tracciate dall’Osservatorio epidemiologico regionale (contagi dimezzati nelle settimana 7-13 gennaio, con meno di 2mila casi) non devono né sorprendere, né far scattare un cessato allarme generalizzato.


Il saliscendi

«Ormai si tratta di un tira e molla che prevede “ondatine” che non saliranno mai troppo e valli epidemiche che non scenderanno mai molto - spiega il professor Menzo -. Questo perché, diversamente da fasi precedenti, ormai la popolazione è praticamente tutta immunizzata, o per essersi vaccinata o per aver contratto l’infezione, ma una quota di questa perde progressivamente nel tempo la capacità di evitare l’infezione, in particolare alla comparsa di nuove sottovarianti». Anche se per ora l’attività di sequenziamento condotta dal laboratorio di Virologia di Ancona non ha intercettato mutazioni del virus diverse dalle sottovarianti Omicron già note - al momento la Cerberus è quella che si sta diffondendo di più - siamo in attesa dell’evoluzione di prossime varianti «che potrebbe essere kraken (XBB1.5) dagli USA o qualcosa al momento sconosciuto dalla Cina o da Africa, India, Sudamerica - osserva il docente di Virologia alla Politecnica delle Marche». «I vaccini - continua la sua analisi –- potrebbero rallentare la frequenza dei contagi nelle popolazioni, ma se non saranno aggiornati prontamente o migliorati per essere variante-indipendenti non riusciranno a eliminare la diffusione endemica del virus». E sarebbe un guaio, mette in guardia il professor Menzo: «E’ stato osservato che acquisire ripetutamente l’infezione accorcia la vita ai soggetti molto anziani o con comorbidità, anche se sopravvivono lì per lì all’infezione. Di conseguenza questi dovrebbero proteggersi almeno semestralmente con il vaccino». Ma non sono gli unici a doversi immunizzare. «Probabilmente il virus fa male a tutti - aggiunge il virologo -, quindi tutti dovrebbero considerare una vaccinazione periodica con intervallo non maggiore di un anno dall’ultima vaccinazione o infezione».

Il report Gimbe

Ma le Marche, quando a richiami della campagna vaccinale, hanno ancora da recuperare terreno. Secondo l’ultimo report settimanale della fondazione indipendente Gimbe, diffuso proprio ieri, nella nostra regione la percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose è pari al 13% (media Italia 10,7%) da cui si deve però sottrarre una quota di temporaneamente protetti, in quanto guariti da Covid-19 da meno di 180 giorni (1,8%). Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose (o secondo richiamo) è del 22,4%, ben al di sotto della media Italia, ora al 30%.

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