Rosina uccisa in casa, la Procura contesta ai familiari anche i maltrattamenti

Mercoledì 30 Dicembre 2020 di Benedetta Lombo
Montecassiano, Rosina uccisa in casa, la Procura contesta ai familiari anche i maltrattamenti

MONTECASSIANO - Nuove contestazioni ai familiari di Rosy Carsetti, le ipotesi di reato per marito, figlia e nipote ora sono concorso in omicidio e maltrattamenti in famiglia, a gennaio il nipote sarà interrogato dagli inquirenti ma il legale ha già anticipato: «Si avvarrà della facoltà di non rispondere».

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Intanto ieri dalla casa sarebbero spuntati elementi che corroborerebbero la tesi della rapina: segni di effrazione sulla porta-finestra della cucina e due scale, una all’interno e una all’esterno della proprietà, che il malvivente avrebbe utilizzato per entrare e uscire dalla villetta di via Pertini la sera della vigilia di Natale.

 

La ricostruzione

Ieri mattina gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli sono stati i primi ad arrivare davanti all’abitazione al civico 31 e lì in attesa degli inquirenti, il legale ha spiegato che Arianna Orazi: «Sta vivendo un lutto. Questa è la cosa principale, il resto lo vedremo strada facendo, ci sono tanti tasselli che devono essere ricomposti. Abbiamo assunto l’incarico questa mattina, dobbiamo entrare nella vicenda che è complessa, che riguarda la vita di una persona e di una famiglia. È una situazione surreale. Finita questa attività inizieremo una ricostruzione millimetrica di quello che è accaduto. Sinceramente degli elementi messi fino ad oggi sul tavolo come teoricamente accusatori nei loro confronti non ne sta in piedi uno. Avremo modo e tempo di chiarire ogni aspetto». 

La versione

Poi il sopralluogo, nel corso del quale la figlia della vittima ha ricostruito la dinamica dei fatti ripercorrendo quanto accaduto quella sera all’interno della casa: il ladro avrebbe forzato la porta-finestra che si trova nel retro e che dà sulla cucina, lì avrebbe trovato Rosy e presumibilmente – secondo la versione dei familiari – l’avrebbe uccisa, poi sarebbe sceso al seminterrato, per le scale si sarebbe imbattuto nella figlia che aveva schiaffeggiato e legato probabilmente al corrimano, poi giù avrebbe trovato il marito di Rosy e lo avrebbe chiuso in bagno. Ma il rapinatore sarebbe salito anche al secondo piano dove ci sono le camere da letto e da un comodino avrebbe preso circa 2.000 euro prima di fuggire dalla stessa finestra da cui era entrato. «Oggi quando sono arrivato – ha spiegato l’avvocato Netti – mi sono fatto una passeggiata attorno alla villetta e in un vialetto di proprietà del vicino che arriva all’altezza della cucina, in fondo, un po’ nascosta, ho visto una scala appoggiata alla rete», da quella scala è probabile per il difensore che il rapinatore sia entrato. «Sulla porta-finestra ci sono i segni dell’effrazione, una scalfittura di un centimetro all’altezza della maniglia centrale. Non li avevano visti la sera del 24 e li ho segnalati. Nel giardino, appoggiata alla rete che dà verso l’esterno c’era una seconda scala. Mi sembra che la ricostruzione fatta dalla signora agli inquirenti sia molto puntuale e genuina». Intanto ieri è stato notificato un avviso a comparire per rendere interrogatorio il 7 gennaio, nei confronti di Enea. Le ipotesi di reato contestate a tutti sono concorso in omicidio e maltrattamenti in famiglia. «Si avvarrà della facoltà di non rispondere, oggi abbiamo già fatto tanto», ha chiosato l’avvocato Netti.

 

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