MONTECASSIANO - Sarebbe morta per asfissia e non per infarto Rosina Carsetti, la 78enne di Montecassiano trovata senza vita in cucina la sera della vigilia di Natale nella sua villetta a schiera in via Pertini.
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L’indiscrezione sui primi risultati dell’accertamento autoptico effettuato sabato scorso dal medico legale Roberto Scendoni è trapelata ieri, da quanto emerso non sarebbero stati trovati segni evidenti compatibili con lo strangolamento, ma l’accertamento porterebbe a scartare la causa naturale del decesso.
Gli accertamenti
I familiari di Rosina, il marito Enrico Orazi (titolare di un auto ricambio a Macerata), la figlia Arianna Orazi e il nipote Enea Simonetti, al momento sono tutti formalmente indagati per concorso in omicidio e favoreggiamento (questi i titoli di reato formulati nell’atto di notifica della fissazione dell’autopsia) ma nei loro confronti, ha precisato in serata il procuratore Giovanni Giorgio, si procede anche per simulazione di reato.
L’ipotesi
L’anziana, che si trovava al primo piano della villetta, dove c’è la cucina (trovata poi a soqquadro), si sarebbe trovata faccia a faccia col rapinatore e da quanto era stato ipotizzato inizialmente sarebbe morta di infarto. I familiari poi raccontarono di essere stati liberati dal nipote al suo rientro a casa dopo aver fatto delle compere al supermercato. Ma, sembra, che i carabinieri non abbiano trovato segni di effrazione a porte o finestre dell’immobile che ora è sotto sequestro. E sono emerse anche alcune discrepanze sugli orari, soprattutto nella ricostruzione della figlia. Ieri mattina i militari del Reparto operativo e il consulente informatico Luca Russo hanno effettuato un sopralluogo in via Pertini.
I riscontri
Per circa due ore il professionista, esperto in indagini informatiche forensi, su incarico del sostituto procuratore Vincenzo Carusi ha effettuato una mappatura del territorio per verificare come era la casa, le vie di fuga e se possibile ricostruire quello che i familiari hanno raccontato che è successo. Oggi Russo sarà in procura per un ulteriore confronto su ulteriori aspetti da verificare. Intanto proseguono le indagini dei militari guidati dal tenente colonnello Nicola Candido, proseguono anche gli accertamenti sui tabulati telefonici per ricostruire i contatti avuti dagli indagati nelle ore precedenti al decesso di Rosina Carsetti. I familiari, invece, a tre giorni dalla drammatica morte della 78enne si sono chiusi in silenzio, restano però fermi su quanto dichiarato nell’immediatezza dei fatti. «È una fase un po’ troppo delicata questa, l’indagine è aperta a 360 gradi, non è questo il momento per rilasciare dichiarazioni», ha spiegato ieri al telefono l’avvocatessa Chiara Angeletti che difende Enrico Orazi, «è una persona molto anziana, in uno stato critico, ma se mi chiede come sta non le posso rispondere, sarebbe una mia valutazione e non mi sembra il caso di farla in questo momento». Una posizione condivisa anche dagli altri difensori, gli avvocati Laura Ricci e Gianni Padula per il nipote e Sergio Del Medico per la figlia di Carsetti, che hanno scelto la linea del riserbo in attesa di conoscere in dettaglio le accuse che la procura muoverà ai loro assistiti. Ieri intanto il pubblico ministero ha disposto la restituzione della salma della 78enne e oggi saranno celebrati i funerali in forma privata.
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