Uccisa in casa la sera della vigilia. Dalla rapina al giallo: indagati il marito, la figlia e il nipote di Rosina Cassetti

Domenica 27 Dicembre 2020 di Benedetta Lombo
Il corpo di Rosina Cassetti è stato trovato nella sua abitazione a Montecassiano

MONTECASSIANO - La morte di Rosina Cassetti, 78 anni, avvenuta la sera della vigilia di Natale all’interno di una villetta di Montecassiano diventa un giallo. La donna aveva contattato il centro antiviolenza Sos Donna di Macerata pochi giorni fa.

 

Per martedì era fissato un incontro con il legale dell’associazione Egle Asciutti ma a quell’appuntamento non è mai arrivata.

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La rapina
I familiari che abitavano con lei (il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il figlio di lei Enea Simonetti) hanno riferito ai carabinieri di una rapina in casa, avvenuta la sera della vigilia: uno sconosciuto alto e vestito di nero, forse con l’accento dell’Est, era entrato e dopo aver schiaffeggiato e legato con il filo elettrico la figlia, aveva chiuso il padre in bagno, ed era scappato con circa un migliaio di euro. A liberare la madre e il nonno era stato Enea, quando era tornato a casa e poi insieme avevano trovato Rosina ormai senza vita in cucina. Una rapina finita male dunque. Ma la versione non ha convinto del tutto gli inquirenti. Tanto è vero che i tre familiari sono stati sentiti separatamente per tutta la notte e buona parte del giorno di Natale. «Non abbiamo sposato nessuna tesi» ha detto il procuratore capo di Macerata Giovani Giorgio che insieme al sostituto Vincenzo Carusi coordina le indagini sul delitto, sottolineando che l’inchiesta va avanti a 360 gradi. La stessa frase trapelata dai carabinieri guidati dal comandante provinciale, il tenente colonnello Nicola Candido, che stanno effettuando tutti gli accertamenti necessari a restringere il ventaglio delle ipotesi.


Gli indagati
Ieri però i tre familiari della 78enne sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio volontario e favoreggiamento. «Uno scrupolo investigativo», sempre secondo la Procura per permettere loro di scegliere un medico legale per assistere all’autopsia eseguita nel pomeriggio da Roberto Scendoni, lo stesso dottore che dopo una prima ricognizione cadaverica, ha attribuito il decesso a soffocamento o asfissia. Bocche cucite all’uscita. All’esame ha partecipato anche Claudio Cacaci, nominato dalla famiglia, e un pool di quattro avvocati (Laura Ricci e Gianni Padula per il nipote della 78enne Enea Simonetti, Sergio Del Medico per la figlia Arianna Orazi e Chiara Arcangeli per il marito Enrico Orazi).


I particolari
Ma l’ipotesi della rapina, che pur non è stata esclusa, presenta diversi punti oscuri: il fatto che un rapinatore (forse) solitario abbia deciso di metterla a segno la sera della vigilia di Natale quando la pandemia ha costretto tutti o quasi a restare in casa, poco prima del cenone della vigilia e in una villetta a schiera, tra le tante che erano lì, dove in giardino vi erano due cani di grossa taglia. I vicini dicono di non averli sentiti abbaiare e in casa c’è da accertare se vi siano o meno segni di effrazione. Una vicina aveva suonato alle 17.30 per portare un regalo e non aveva avuto risposta. I carabinieri stanno effettuando tutti gli accertamenti necessari a restringere il ventaglio delle ipotesi. La villetta è stata posta sotto sequestro così come sono stati avviati accertamenti sui tabulati telefonici e sui filmati registrati dalle telecamere eventualmente posizionate nelle vicinanze della villetta. Gli investigatori seguono anche un’altra pista, che scava nei rapporti all’interno del nucleo familiare, perché Rosina poco tempo prima di Natale aveva contattato il centro antiviolenza di Macerata per confrontarsi e chiedere un aiuto. Di mezzo però c’erano le festività natalizie e le era stato fissato un appuntamento per martedì prossimo con l’avvocato Egle Asciutti, per un supporto legale e un consiglio. Nessuno avrebbe potuto immaginare che sarebbe stato troppo tardi. La notte dell’omicidio, alle 22.30, sul posto erano intervenuti il magistrato di turno Carusi e il medico legale Scendoni, poi uno alla volta, marito, figlia e nipote, sono stati portati in caserma e sentiti sull’accaduto. Il giorno successivo, il nipote è stato sentito in qualità di indagato con il legale Laura Ricci ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le indagini proseguono e potrebbero allargarsi anche al di fuori della cerchia familiare, non è escluso che la sera della morte di Rosy in quella casa sia entrato anche qualcun altro. 

Ultimo aggiornamento: 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA