Rosy, trovata morta in casa, e gli sfoghi con i vicini: «Le avevano tolto tutto. Non aveva più la disponibilità dell’auto»

Domenica 27 Dicembre 2020 di Luca Patrassi
Rosina Cassetti, trovata morta nella sua abitazione: aperto un fascicolo di indagine per omicidio

MACERATA - Estroversa e solare da sempre: Rosina Cassetti ha vissuto e si era integrata in tre città della provincia maceratese. Rosy, così la chiamavano tutti, era nata a Matelica da una famiglia della classe popolare, lì aveva vissuto nei primi anni della sua vita, il periodo scolastico per poi trasferirsi a Macerata per effetto delle nozze con Enrico Orazi. Infine 25 anni fa il trasferimento a Montecassiano, nella villetta a schiera di via Pertini.

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Tre cambi di fronte ma commenti univoci per quella signora minuta e generosa come amano ricordarla le amiche di vecchia e di recente data e i conoscenti: «Era un’amica - racconta una signora maceratese - di mia madre, l’ho vista sempre insieme al marito e sempre molto affiatati. Una persona generosa, sempre ben vestita e curata, tanti gli inviti: l’ultima cosa che potevo pensare di una coppia così che alla fine potesse aver avuto problemi». Già, alla fine. Il finale della storia è quello tragico, finito sui media nazionali.

Le testimonianze
Omicidio a parte i cui autori sono in fase di ricerca, le testimonianze di alcuni vicini insistono sul un clima familiare non esattamente idilliaco negli ultimissimi tempi: «La facevano dormire nel divano di casa, non aveva la disponibilità dell’auto, le avevano tolto il cellulare, subiva umiliazioni di ogni tipo». C’è un inizio, c’è una tragica fine. In mezzo il periodo maceratese nell’abitazione signorile di via Arcangeli dove la coppia viveva con i due figli, Arianna e Enea. Figli che hanno percorso le loro strade, Enea ha percorso un’autonoma strada professionale ed ha formato una famiglia, Arianna aveva fatto ritorno circa un anno fa nella casa dei genitori con il figlio Enea. 


I dubbi
«Che sia avvenuto qui un furto mi sembra molto strano e la cosa mi preoccupa molto perché lascio sempre le finestre aperte – ha raccontato un vicino -. Mi sembra strano che qualcuno decida di fare un furto in una casa proprio la sera di Natale». I vicini ricordano Rosy come una persona «squisita e stupenda nonostante in questi ultimi periodi non stesse passando un momento molto felice in casa». «Era arrivata al limite – racconta un altro vicino della vittima, Luciano Acciarresi -. I carabinieri hanno interrogato me e mia moglie e abbiamo detto loro della grande forza che aveva Rosy». «Rosy era una persona molto socievole, la vigilia di Natale, con un gesto affettuoso, aveva portato ai miei figli il sugo alle vongole – racconta un’altra vicina di casa Silvana Bacelli -. Siamo provati perché siamo vicini di casa da oltre 25 anni e abbiamo attraversato insieme molti momenti; fino a ieri ci siamo visti e ci siamo scambiati anche i regali». Infine la riflessione di Sinistra Italiana con Serena Cavalletti e Michele Verolo: «La telefonata al Centro antiviolenza segnala un malessere non necessariamente legato alla morte di Rosina. Sentirsi ospite o, peggio ancora, indesiderate a casa propria è una situazione terribile, che molte donne vivono quotidianamente. Questa telefonata ci richiama alla necessità di praticare un’educazione paritaria tra donna e uomo ed al rispetto quotidiano delle donne, ben oltre le parole, a volte retoriche, di ogni 8 marzo e 25 novembre».

Ultimo aggiornamento: 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA