Vaccino Covid a Marche Nord, dicono no in 20 su più di duemila: «Nessun provvedimento, speriamo che ci ripensino»

Lunedì 28 Dicembre 2020 di Simonetta Marfoglia
Pesaro, vaccino Covid a Marche Nord, dicono no in 20 su più di duemila: «Nessun provvedimento, speriamo che ci ripensino»

PESARO - Una dottoressa e un’infermiera del pronto soccorso le prime due testimonial del Vax Day di Marche Nord insieme al direttore sanitario Edoardo Berselli, responsabile del Piano vaccini per l’Azienda sanitaria.

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Margherita Lambertini, 53 anni, uno dei volti simbolo della prima ondata pandemica con le foto del suo viso stravolto e sfinito a fare il giro del mondo, ed Elisa Burzacchi, 34 anni, si sono offerte agli scatti che immortalano il momento dell’inoculazione della dose “Pfizer-Biontech” per veicolare un messaggio-immagine fondamentale: «Vaccinarsi è una questione culturale: va fatto. Fatelo». 

 

La procedura

Questione di cultura e di responsabilità sociale. Con loro altri volontari del personale sanitario: 35 in tutta la provincia, 20 si sono vaccinati al San Salvatore e 15 all’ospedale di Urbino, per l’Area vasta 1. Nessuna reazione allergica o effetti collaterali, le procedure di somministrazione sono andate tutte bene. E chi ha un profilo social ha postato il suo personale momento dell’iniezione anti Covid, come i primari del pronto soccorso e di ginecologia-ostetricia Umberto Gnudi e Claudio Cicoli. O, per l’Area vasta, i pediatri Bruno Arcangeli, Roberto Budassi, Paolo Barbieri. Perchè, per dirla alla Gnudi, «se vedere una foto serve a convincere anche una sola persona in più, sarà valsa la pena postarla».

La prima linea

E, non è un caso che, tra i volontari scelti o estratti nel giorno simbolo, c’è il personale del pronto soccorso, la prima linea della scorsa primavera quando l’intero sistema sanitario stava collassando per l’impennata di pazienti positivi e gravi. Ieri, gli stessi, 10 mesi dopo, avvertivano: «Attenzione, stanno tornando numeri importanti nei ricoveri, con la differenza che oggi siamo molto più stanchi, sentiamo il peso dei mesi infernali vissuti». In questo fine settimana a Marche Nord - dove giusto la vigilia di Natale sono stati aperti 14 posti in più per gli intensivi - risultavano 15 ricoverati in terapia intensiva, 45 nei reparti semi intensivi, 37 in reparti Covid non intensivi, 19 pazienti al pronto soccorso. Altri 115 sono ospiti nelle strutture territoriali tra Galantara, Fossombrone e Macerata Feltria. Al netto dello “spottone” comunicativo allestito a livello europeo («Speriamo che tutto vada per il meglio dopo la partenza autocelebrativa» ha twittato il virologo Roberto Burioni), palpabile l’emozione del passaggio di un varco determinante per suddividere il 27 dicembre 2020 tra “prima” e “dopo”. «Finalmente da oggi anticipiamo il virus e non lo rincorriamo più - ha detto la dottoressa Lambertini - è un giorno di speranza e di gioia che deve renderci tutti orgogliosi». «Vaccinarsi - l’ha affiancata l’infermiera Burzacchi - è la prima luce che illumina il buio di questi mesi terribili, e siamo orgogliosi di aprire la strada verso la rinascita, verso la vita».

I mesi a venire

Quello che ci attende i prossimi mesi è una lunga marcia a tappe verso la meta. Chi ieri si è vaccinato dovrà fare un richiamo nella seconda metà di gennaio e un terzo quest’estate. E dovrà continuare a seguire le buone pratiche già intraprese: mascherine, distanziamento e igienizzarsi le mani di frequente. L’obiettivo è quell’immunità di gregge che prevede almeno una copertura di tre quarti della popolazione. Ma da oggi che succederà? «Siamo in attesa di conoscere le disposizioni per estendere le vaccinazioni al resto del personale - spiega il direttore sanitario Berselli - come Marche Nord siamo pronti a fare entrare in funzione la nostra macchina da guerra. Complessivamente tra personale interno e collaboratori esterni siamo sopra le 2400 persone. In dieci giorni possiamo farcela a vaccinare tutta Marche Nord con due punti logistici tra Pesaro e Fano. L’Azienda sanitaria conta 2200 dipendenti e finora soltanto 20 non hanno dato l’adesione a vaccinarsi». Una percentuale bulgara, pari al 99%, specialmente se raffrontata con quelle a macchia di leopardo riportate sempre ieri dall’assessore regionale Saltarmartini oscillanti tra «il 40, 70 e 80%». 

Niente provvedimenti

«Per quei 20 - ha proseguito Berselli - non possiamo prendere provvedimenti perché la legge non ce lo permette, tuttavia speriamo che possano ripensarci». In giornata sono arrivate anche le congratulazioni del sindaco Matteo Ricci: «I più sentiti complimenti alla dottoressa Margherita Lambertini e all’infermiera Elisa Burzacchi. Un normale gesto ma che racchiude grande responsabilità nei confronti dell’intera comunità. Mi auguro che tutti nei prossimi mesi possano seguire questo piccolo grande esempio di civiltà».

Ultimo aggiornamento: 08:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA