La sfida al Covid, dal vax day al vero obiettivo di Saltamartini: «In nove mesi 700mila dosi»

Lunedì 28 Dicembre 2020 di Martina Marinangeli
La sfida al Covid, dal vax day al vero obiettivo di Saltamartini: «In nove mesi 700mila dosi»

ANCONA - L’ora x è scattata alle 10. Le Marche si sono fatte trovare pronte per il Vax Day organizzato in contemporanea, nella mattinata di ieri, in tutta l’Unione europea. Dieci le strutture coinvolte come punti di somministrazione, con l’Inrca di Ancona a fare da centro nevralgico. Al geriatrico il compito di smistare le 200 dosi di vaccino Pfizer-BioNTech, distribuite in 40 fiale, arrivate con volo militare dall’aeroporto capitolino di Pratica di Mare al Sanzio e scortate all’ospedale di via della Montagnola. 

 

 

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Alle 8 precise sono state consegnate al pool dell’Inrca: meno di mezz’ora per preparare i box di polistirolo con il farmaco, siringhe, fisiologica ed aghi, per poi affidarli alle volanti della Polizia stradale che li hanno distribuiti nelle cinque aree vaste. Per la precisione, all’ospedale San Salvatore di Pesaro (a cui sono andate 20 dosi di vaccino), in quello di Urbino (15 dosi), nella Rsa Residenza dorica (20), all’azienda ospedaliera di Torrette (35), nell’ospedale Carlo Urbani di Jesi (15), nella Rsa di Arcevia (40), all’ospedale di San Severino Marche (15), al Murri di Fermo (10) ed all’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto (15). 

A queste, si aggiungono le 15 dosi rimaste all’Inrca di Ancona, dove la prima profilassi è scattata alle 10:06 al terzo pano del Blocco C. A fare da apripista, il primario del Pronto soccorso dell’Inrca di Osimo, Adolfo Pansoni, che ha voluto dedicare la vaccinazione a Carlo Urbani, il medico jesino che per primo identificò e classificò, nel 2002, la Sars, di cui rimase vittima.

«Mi sento bene, non ho sentito alcun dolore», le prime parole dopo l’iniezione, durata pochi secondi. «È una normale puntura – ha proseguito Pansoni –. Avevo già fatto la vaccinazione antinfluenzale ed è stato uguale. Una punta di orgoglio per essere stato uno dei primi ad iniziare questo percorso». Una prima tappa simbolica, quella di ieri, che ha coinvolto 200 volontari tra operatori sanitari e personale ed ospiti delle Rsa. A scandire i prossimi step della campagna vaccinale anti-Covid è stato l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, all’Inrca per assistere a quello che ha definito «un momento storico. Nei primi giorni di gennaio, verranno inviate alle Marche altre 38mila dosi per completare la copertura del personale sanitario e stiamo raccogliendo le adesioni alla vaccinazione nelle strutture regionali. Tra marzo ed aprile sarà invece la volta degli over 60. Entro settembre – l’annuncio – contiamo di vaccinare la metà della popolazione marchigiana con le 700mila dosi garantite dal ministero della Salute». 

La struttura organizzativa per procedere alla campagna vaccinale «sarà la stessa che sta conducendo lo screening di massa – ha precisato Saltamartini –. Oggi (ieri, ndr) iniziamo un percorso per raggiungere l’immunità di gregge. L’appello è ad avere fiducia nella scienza». Sulla risposta del personale sanitario, l’assessore ha ravvisato «un’adesione a macchia di leopardo e, a seconda delle strutture, oscilliamo tra il 40 ed il 70%. Speriamo che il numero aumenti considerevolmente. Io sono pronto a vaccinarmi anche oggi stesso, ma non vorrei che fosse visto come un privilegio, quindi aspetto che l’Asur mi chiami quando sarà il mio tempo: nel mese di marzo, quando dovrebbe iniziare ad essere vaccinata la popolazione over 60». 

 

Ultimo aggiornamento: 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA