Force, firmato il sì definitivo al biodigestore. La protesta di venti Comuni e due diffide non hanno fermato la Provincia

Domenica 16 Maggio 2021 di Francesco Massi
Il biodigestore gemello di quello che sarà realizzato a Force

FORCE - L’impianto di produzione di biometano ed ammendante di qualità da rifiuti organici, in località S. Salvatore di Force, nei pressi della Vallata dell’Aso, può essere realizzato. A rilasciare l’ultima autorizzazione comprensiva di tutte le altre è la Provincia di Ascoli Piceno, settore Tutela e Valorizzazione Ambientale, con la determina n° 58 del 10 maggio scorso.

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Il procedimento
Dunque concluso il procedimento che dà via libera alla costruzione del biodigestore con il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (Paur) che comprende quello di Valutazione di Impatto Ambientale e i titoli abilitativi rilasciati per la realizzazione e l’esercizio del progetto della 4R srl, impresa di Milano che aveva inoltrato tutte le richieste per costruire l’impianto. Quindi comprende anche l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia).Nella determina si esprime anche giudizio positivo nella valutazione d’impatto ambientale. Aspetto, questo sul quale invece avevano fatto muro venti sindaci della Vallata del Tronto dei comuni del versante Ascolano e Fermano, nonché cittadini e l’associazione “Tutela e valorizzazione della Valdaso”, che aveva inoltrato anche una petizione con oltre 4mila firme all’ente provinciale per dissuaderlo a rilasciare le certificazioni di via libera all’impianto.


Inoltre sia dai sindaci che dall’associazione, tramite i loro legali, erano state inoltrate due diffide, di cui quella dell’associazione tecnico-giuridica con un dossier di 287 pagine, per chiedere l’annullamento in autotutela del progetto del biodigestore di Force. Nella determina della Provincia, si stabilisce anche che «entro 12 mesi dal rilascio del provvedimento autorizzativo, e comunque prima dell’inizio dei lavori di realizzazione dell’impianto, la ditta dovrà trasmettere alla Provincia una nuova valutazione di impatto atmosferico, unitamente a una proposta di monitoraggio, con individuati punti di prelievo esterni all’installazione del biodigestore, da validare con apposito atto e/o convenzione con la Provincia». Quindi la 4R deve ulteriormente garantire l’adeguata misurazione dell’impatto atmosferico (cattivi odori e inquinanti vari). Ma il confronto non è finito. Sindaci, associazione e cittadini della Valdaso pronti a dare battaglia.

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