La società costruttrice 4R garantisce la sicurezza del biodigestore a Force: «Porta occupazione e vantaggi»

Giovedì 18 Febbraio 2021 di Francesco Massi
Un impianto gemello a quello che si vuole realizzare a Force

FORCE - Fa discutere la costruzione dell’impianto per la produzione di biometano da immettere direttamente in rete e compost biologico, derivanti da rifiuti organici, in zona San Salvatore nella vallata dell’Aso. Questione che vede i sindaci della Valdaso contrari e che hanno sollevato timori ed interrogativi. A fare chiarezza è la 4R srl, società costruttrice dell’opera.

 
La localizzazione
A cominciare dall’opportunità della localizzazione in un territorio a dedizione agricola ed agrituristica. «La localizzazione riguarda un’area industriale, tecnicamente ben messa, non densamente popolata e ben servita per la viabilità. Impianti come questo di nuova generazione – dice Simone Autuori della 4R - producono anche un compost di qualità, utilizzabile persino in agricoltura biologica. Non avrà impatti significativi e potrà inserirsi nell’attività tipica del territorio fornendo gratis e a chilometri zero un fertilizzante di origine biologica e non chimica, a tutti i produttori della zona. In altre regioni questi impianti sono collocati vicino a coltivazioni di qualità creando sinergie».


Niente cattivi odori
Sulle eventuali esalazioni maleodoranti. «Non ci saranno. I camion di approvvigionamento sono cassonati e chiusi. Durante il trasporto – continua Autuori - non rilasciano alcun odore sgradevole. Arrivati all’impianto vengono aperti solo quando sono all’interno dei capannoni, tutti realizzati in depressione, passando attraverso una camera con doppia porta prima di arrivare alla lavorazione dove saranno aperti. Ciò anche in base alle prescrizioni dell’Arpam Marche. Capannoni nei quali l’aria entra ma non esce prima di essere filtrata. Depurati dalla plastica, che verrà trasportata nei luoghi di conferimento, i rifiuti passeranno alla lavorazione anaerobica. Tutto avviene all’interno. È acclarato che questi impianti così progettati e gestiti non emettono alcun odore. Sono al massimo 11 i camion in transito giornaliero di rifiuti organici, più altri 7 per altre mansioni, come l’approvvigionamento di acqua che non verrà prelevata dal fiume, da falde o acquedotto. Tutte le acque di processo vengono riutilizzate, quelle meteoriche immagazzinate. L’impianto non emette fumi poiché non viene bruciato nulla. Inoltre ha una taglia medio-piccola». 


I benefici
I benefici per il territorio visto che si tratta di un’impresa privata? «Per la costruzione, che durerà circa 18 mesi, tolta la parte puramente tecnologica - ancora Autuori - potremo appaltare lavori ad imprese del territorio qualificate, per circa un 30% dell’investimento complessivo attestato tra i 15 e i 20 milioni. Poi il movimento di personale, una trentina nel cantiere, potrà andare a vantaggio di alberghi e ristoranti. Per la fase di esercizio saranno occupate 15-20 persone che potranno essere locali, con i giusti profili professionali. Inoltre il conferimento dei rifiuti da parte dei Comuni, grazie ad una filiera cortissima, farebbe abbassare i costi di conferimento e permettere una eventuale decurtazione della Tari per i cittadini. In conclusione vogliamo precisare che abbiamo scrupolosamente seguito ciò che la normativa prevede per le procedure, trovando in Regione Marche e in Provincia di Ascoli interlocutori professionali e seri. Siamo stati presenti negli incontri richiesti e siamo a disposizione per chiarimenti».

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