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Casa del poeta, ecco come va il 2022: presenze estive, il bilancio di Olimpia Leopardi

Olimpia Leopardi nella casa natale del poeta a Recanati
Olimpia Leopardi nella casa natale del poeta a Recanati
di Giulia Sancricca
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 06:55

RECANATI - Visite in linea con i numeri di agosto dello scorso anno, ma con un pubblico più consapevole. Si può riassumere così il bilancio delle settimane più calde, dal punto di vista turistico, per la casa del poeta recanatese. A stilarlo è la contessa Olimpia Leopardi che vuole comunque attendere la fine dell’anno prima di parlare di numeri definitivi, ma che ha comunque il polso della situazione sui turisti che arrivano in città per visitare i luoghi di Giacomo Leopardi.

 

«Le visite restano in linea con quelle dello scorso anno - dice -, certamente in calo rispetto agli anni precedenti la pandemia. Vediamo delle similitudini anche sulle modalità di vista: rispettano gli stessi orari, non c’è più la calca fino a sera, ma entro le 18.30 o le 19 al massimo sono già tutti fuori. C’è poca differenza rispetto al 2021, vedo piuttosto meno gente di in giro. Mentre gli altri anni avevo evidenziato il fatto che i visitatori prediligessero i locali ai luoghi dedicati alla cultura, quest’anno noto un calo del movimento anche in centro». Difficile per Casa Leopardi avere il termometro della situazione per quanto riguarda la presenza degli stranieri. «Nel nostro caso - prosegue Olimpia Leopardi - i visitatori provenienti dall’estero sono sempre stati pochissimi. Se vengono, in genere, sono persone che hanno origini italiane e che quindi conoscono il poeta. Purtroppo Leopardi non è molto noto per il grande pubblico estero». Ci sono poi le differenze che riguardano gli anni prima della pandemia, a cominciare dalle prenotazioni.

«La metà dei visitatori sceglie di prenotare prima - dice -, ma bisogna tener conto che il nostro sistema non chiede il pagamento anticipato del biglietto e capita che poi qualcuno decida di non presentarsi alla visita. Di contro, però, c’è chi si presenta direttamente in biglietteria. La prenotazione è una buona abitudine nata dopo il Covid, poiché prima non c’era questa possibilità, dunque anche per questo motivo non vediamo più la calca di un tempo: i visitatori riescono ad occupare tutti gli orari senza creare picchi specifici». In termini di numeri, invece, secondo Olimpia Leopardi è difficile fare una stima precisa rispetto agli altri anni.

«Il 2019 è stato un anno di grande affluenza - ricorda-, poi il 2020 non può essere preso come termine di paragone: siamo stati chiusi fino a metà luglio, ma ad agosto c’è stata la gran folla. In quella estate quasi nessuno è andato all’estero e con i turisti italiani abbiamo avuto un ottimo riscontro. Bisogna dire anche che in quel periodo c’è stata l’inaugurazione delle stanze di Giacomo Leopardi che ha influito nelle presenze. Lo scorso anno poi abbiamo registrato un calo sensibile, ma parliamo di numeri che fanno riferimento all’intero anno e non solo al periodo estivo come per il 2020. Dunque è molto difficile fare un bilancio reale: possiamo dire che il mese di agosto si equivale.

Un’altra novità, secondo Olimpia Leopardi, riguarda la qualità del pubblico. «A mio avviso - dice - è più consapevole e informato: i visitatori arrivano e sembra che abbiano già un programma da seguire. Prima c’era più confusione sotto questo aspetto, forse leggono più recensioni, si informano di più. In questo, internet ha aiutato». Ma per cambiare marcia in termini di numeri, così da riportare più turisti a Recanati, secondo Olimpia Leopardi «è necessario diversificare l’offerta. Serve una differenziazione degli eventi - dice -. È importante puntare al pubblico giovane che, una volta in città per le classiche visite, possa cogliere l’occasione di fare anche altro».

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