Viaggia in autostrada e non paga il pedaggio: in 3 mesi 5.700 km a scrocco. Ecco come ha fatto

In autostrada senza pagare il pedaggio: in tre mesi 5.700 km a scrocco. Ecco cosa aveva architettato
In autostrada senza pagare il pedaggio: in tre mesi 5.700 km a scrocco. Ecco cosa aveva architettato
di Benedetta Lombo
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Sabato 2 Luglio 2022, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 15:40

CIVITANOVA -  Era entrato e uscito dall’autostrada senza pagare il pedaggio. Non una volta sola. La Procura ne ha contati 85 di pedaggi non pagati in tre mesi quantificando i chilometri percorsi gratuitamente in circa 5.700 euro. Giovedì scorso l’imputato, un 42enne di Napoli è stato condannato a sei mesi di reclusione e al pagamento delle spese e del risarcimento ad Autostrade per l’Italia. Il primo transito gratis è avvenuto al pedaggio di Civitanova.

 
L’indagine era scattata nel 2016, nel corso degli accertamenti eseguiti dalla polizia giudiziaria coordinata dal sostituto procuratore Rosanna Buccini, sarebbe emerso che l’uomo, per evitare di pagare il pedaggio all’uscita dell’autostrada, avrebbe utilizzato le corsie adibite al servizio automatico Telepass/Viacard accodandosi al veicolo che lo precedeva e spingendosi così vicino da passare senza che la sbarra si abbassasse. Il primo transito gratis era avvenuto al casello di Civitanova, da lì la Procura ne aveva contati altri 14 di transiti effettuati con quelle modalità per un pedaggio complessivo non pagato di 1.289 euro.

A questi però si sarebbero aggiunti altri 70 transiti effettuati sempre senza pagare il pedaggio per un equivalente di ulteriori 4.442 euro non pagati ad Autostrade per l’Italia con pari danno economico. Al termine delle indagini preliminari il pubblico ministero contestò al campano 42enne il reato di truffa ai danni di autostrade per l’Italia. A suo carico si aprì un procedimento davanti al giudice monocratico Federico Simonelli. Giovedì scorso, dopo la chiusura dell’istruttoria, il procedimento è stato discusso. 

In aula l’accusa è stata sostenuta dal pubblico ministero Francesca D’Arienzo che ha chiesto la condanna dell’imputato. La ricostruzione accusatoria è stata condivisa dal giudice che ha condannato il 42enne a sei mesi di reclusione. Una volta depositate le motivazioni l’uomo potrà decidere se impugnare la sentenza in Appello.

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