Irruzione della polizia nel covo dello spaccio: «Non fotografatemi, se lo fate mi rubate l’anima»

Giovedì 10 Giugno 2021 di Sonia Amaolo
Il covo dello spaccio nel casolare abbandonato

FERMO  - Clandestino si scaglia contro gli agenti che devono identificarlo, non vuole essere fotografato. Dice che il fotosegnalamento gli avrebbe rubato l’anima. Sarà stata una scusa? Può essere, ma in Paesi come l’Etiopia, il Marocco, il Senegal, l’India, tanti considerano la fotografia un sortilegio, una magia nera. Sarà ridicolo, assurdo ma rappresenta l’impossibilità d’integrazione in certi casi.

 


La Questura fa quotidianamente i conti con l’inclusione di soggetti sbarcati e lasciati all’abbandono, senza identità né vita dignitosa. Vite ai margini tra immondizia, furti e spaccio. Durante i controlli straordinari della polizia, martedì, il dramma è emerso in tutta la sua tragicità. Tra le 220 persone e i 160 veicoli controllati nel Fermano, solo a Lido Tre Archi sono stati perquisiti 82 individui e 50 veicoli. Il report delle forze dell’ordine è la cartina di tornasole di un territorio che sfugge di mano, per gli irregolari e le occupazioni di casolari abbandonati, come quello passato al setaccio in via De Gasperi.


Da lì gli agenti hanno visto uscire due individui, li hanno visti salire in auto e allontanarsi. Li hanno fermati per accertamenti, i cani della Finanza gli hanno trovato addosso pochi grammi di eroina e cocaina per uso personale. I due, tossicodipendenti dell’entroterra fermano, avevano appena comprato la droga nel rudere di via De Gasperi. In auto avevano una pistola col tappo rosso, un giocattolino che, se puntato contro, mette paura tanto quanto un’arma vera. Sono stati segnalati e multati, la droga è stata sequestrata. Nel casolare, comodo rifugio di irregolari e delinquenti da quando sono stati messi in sicurezza gli appartamenti occupati abusivamente a Tre Archi, i poliziotti hanno scovato un nordafricano regolare e un ragazzo africano senza documenti. Quello che non voleva farsi fotografare e ha fatto resistenza, ha tentato la fuga. Una volta in Questura, è scattata la solita prassi: il prefetto ha disposto l’espulsione e il questore ha ordinato l’allontanamento dall’Italia. Il giovane è stato denunciato anche per un precedente ordine di lasciare l’Italia che non aveva rispettato. E si è beccato la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.


Durante i controlli al casolare, i residenti hanno manifestato agli agenti le loro preoccupazioni per quel rudere pericoloso, trasformato in centrale di spaccio e rifugio per la notte. Un altro irregolare è stato fermato, un asiatico, anche per lui è scattato il decreto di espulsione. Infine è stata sequestrata un’auto in via Nenni, era senza assicurazione da anni, irrintracciabile il proprietario, uno straniero.

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