Cantante albanese arrestato in hotel, scatta il blitz dopo un’indagine hi-tech

Martedì 15 Settembre 2020 di Benedetta Lombo
Il tribunale
CIVITANOVA - Clandestino sul territorio italiano, prende una stanza in un hotel, ma scatta l’alert del servizio “Alloggiati web”. Finisce, in manette, patteggia e il giudice dispone l’espulsione immediata. Tutto è accaduto in circa 10 ore. Ieri mattina, pochi minuti dopo le 7 una pattuglia di agenti del commissariato di Civitanova in borghese, è entrata in un hotel dopo che era arrivata la segnalazione della presenza di un cliente irregolare sul territorio nazionale e già raggiunto da un provvedimento di espulsione emesso ed eseguito a maggio dello scorso anno. 

 
Il 31 maggio del 2019, infatti, l’uomo, un albanese di 50 anni, Artan Pajo, era stato portato a Fiumicino, caricato su un aereo e rimandato in Albania. In base agli accertamenti eseguiti dagli agenti prima dell’intervento era emerso che l’albanese non sarebbe potuto rientrare in Italia prima di cinque anni. Così i poliziotti lo hanno raggiunto nella stanza dove alloggiava e lo hanno invitato a seguirli in commissariato per i controlli del caso. Una volta effettuati tutti i successivi accertamenti l’albanese è stato dichiarato in arresto e posto nella camera di sicurezza del commissariato in attesa del giudizio direttissimo fissato alle 15 di ieri. L’uomo è stato condotto in tribunale davanti al giudice Federico Simonelli e al pubblico ministero Francesca D’Arienzo. Difeso dall’avvocato Simone Santoro, Pajo si è difeso dicendo che fa il cantante, che in Albania è molto conosciuto e che è tornato in Italia per lavorare. La sera prima avrebbe cantato in uno chalet a Civitanova. Il 50enne, tramite il proprio legale, ha patteggiato la pena ed è tornato in libertà. Il giudice Simonelli ha poi disposto l’espulsione immediata dal territorio italiano. Da quanto emerso, l’uomo era stato fermato a luglio scorso a Rho, ma per un errore nell’inserimento dei dati era stato solo denunciato a piede libero. Ieri è andata diversamente grazie al sistema “Alloggiati web”. Si tratta di un portale in cui “i gestori di tutte le strutture ricettive – è spiegato nel sito della polizia di Stato –, anche quelle a scopo non imprenditoriale, ed i locatori o sublocatori che locano immobili o parti di essi con contratti di durata inferiore ai trenta giorni, sono tenuti a comunicare all’autorità di pubblica sicurezza in forma telematica i dati anagrafici delle persone, in possesso di idoneo documento di identificazione, alle quali danno alloggio, entro 24 ore dal loro effettivo arrivo».  «A tale scopo - si legge ancora sul sito della polizia di Stato - si consiglia di provvedere ad inserire i dati degli ospiti nel portale “Alloggiati web” appena questi arrivano alla struttura ricettiva senza attendere il mattino successivo, questo per evitare poi di trovarsi nella condizione di non essere più in grado di inserirli e di incorrere nella relativa sanzione». © RIPRODUZIONE RISERVATA