La villa che si affaccia sulla Statale nel pieno degrado. L'allarme dei residenti: «E' diventato un covo per lo spaccio»

Mercoledì 9 Giugno 2021 di Sonia Amaolo
Un controllo della polizia: in questi ultimi mesi rafforzate le operazioni in città

PORTO SANT’ELPIDIO  - La vecchia villa in decadimento affacciata sulla Statale a Marina Picena è il ricettacolo della criminalità. Rifugio di clandestini, deposito di oggetti rubati, centrale della droga. Per gli sbandati di tutte le nazionalità è come il miele per le api. La situazione è ben nota al Comune. La proprietà della villa è fallita, lo scorso aprile il sindaco Nazareno Franchellucci ha ordinato al curatore fallimentare di mettere l’area in sicurezza, di ripulire e recintare per evitare nuove intrusioni.

 


Poiché non s’è mossa una foglia, dovrà risolvere il Comune. Il tempo dell’attesa è finito. I residenti di via Abruzzi (confinante con la villa) scrivono al prefetto, alla questura, al sindaco, ai carabinieri e alla municipale. Sollecitano le istituzioni a darsi una mossa perché «negli ultimi anni la villa è stata meta di molti clandestini che vi trovavano una fissa dimora, visto o stato di completo abbandono e il mancato controllo degli organi competenti. Da qualche mese la situazione è notevolmente peggiorata perché chi la sta utilizzando impropriamente, non lo fa al solo scopo di trovarvi riparo, ma lo sta usando come centro di spaccio di droga e di deposito di merci rubate».

Non è finita «nelle ultime settimane - fanno sapere i residenti - si stanno verificando numerosi atti vandalici ai danni delle nostre auto». Queste persone segnalano furti, riusciti o tentati, e violazioni di domicilio. Una situazione invivibile. Chi scrive fa sapere di aver affrontato la questione mille volte con il sindaco, il comando della municipale, i carabinieri. Si fa notare che la scorsa settimana ci sono stati tentativi di furti in serie, sono state prese di mira le case e le auto. Si sollecita il Comune a risolvere e gli si chiede «che vengano allontanati i clandestini che occupano la villa».

Non si contano più i blitz di polizia, carabinieri, finanza da quelle parti. Gli sgomberi, gli arresti, i sequestri di droga e refurtiva, ma dopo pochi giorni dalle operazioni di pulizia tutto torna come prima. Il problema non si risolve. Franchellucci firmò l’ordinanza di messa in sicurezza dopo il sopralluogo dei carabinieri del 15 aprile scorso.


I militari misero a verbale che dalle ultime verifiche effettuate con l’impiego di un considerevole numero di operatori era emerso che la dimora era pericolante e c’erano «extracomunitari intenti a dormire, residui di bivacchi, cumuli di spazzatura, sporcizia, escrementi». Il 26 aprile il Comune prendeva atto della situazione. Saputo che il cancello principale resta sempre aperto, gli infissi delle porte erano tutti stati forzati, divelti, c’erano rifiuti anche ingombranti, non solo generi alimentari ma carcasse di autovetture. Alla richiesta di mettere in sicurezza nessuno ha risposto, ora la palla passa all’amministrazione.

 

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