Fermo, lo accusano di essere stato con una donna: s'indaga sul sacerdote Sikh e si scopre che è clandestino

Sabato 15 Agosto 2020 di Sonia Amaolo
Fermo, lo accusano di essere stato con una donna: s'indaga sul sacerdote Sikh e si scopre che è clandestino

FERMO - Il prete indiano è clandestino ma per un anno e mezzo percepisce 700 euro al mese, pagati dalla comunità religiosa che rappresenta, questo fino a maggio, fin quando arriva la Questura e gli consegna il foglio di via, lo allontana dalla chiesa della quale era custode e capo spirituale. Il blitz della polizia è avvenuto a seguito di una segnalazione che ha scoperchiato una pentola d’acqua bollente.

Si configura lo sfruttamento di manodopera illegale e non solo. Il prete è Mangaljit Singh, in Italia dal 2017, prima come turista poi irregolare, fino a maggio rappresentava la comunità indiana dei Sikh, migliaia di fedeli nelle Marche. Era il custode, il guardiano, la figura di riferimento nel centro sociale e religioso di Porto Sant’Elpidio, nella zona industriale sud, al quartiere San Filippo. Una struttura che è un punto di riferimento per gli indiani del Punjab che da 30 anni vivono in Italia. A quanto risulta si è scoperto a maggio che il capo religioso era senza documenti, tanto da richiedersi l’allontanamento in pieno lockdown, «ma quelli della comunità erano perfettamente a conoscenza di tutto – dice Mangaljit e aggiunge -: mi hanno cacciato via perché a marzo alcune persone hanno messo in giro la voce che avevo fatto sesso in chiesa con una donna, non era vero, sono stato diffamato».
 
Le indagini
Il fatto è tutto da verificare, c’è il segreto istruttorio e le carte sono in mano ai carabinieri. Intanto «ho denunciato per diffamazione quelle persone, ma sono stato obbligato a firmare un foglio per prendere gli arretrati» aggiunge il prete che ha sporto denuncia ai carabinieri di Porto Sant’Elpidio e ha fatto richiesta di asilo politico, ottenendo il permesso di soggiorno. Quindi ora è in Italia, a Bivio Cascinare. Non rappresenta più la comunità, non può più frequentare il centro che ha cambiato prete. Il presidente della comunità, Hari Singh, ossia il capo istituzionale, vive anche lui a Porto Sant’Elpidio e il cambio lo spiega così: «Quello che c’era prima non era bravo, mi riferivano che si allontanava e la gente arrivava e non lo trovava». Sarebbe venuto così al ruolo di custode, che implica tenere puliti gli ambienti, svolgere le funzioni, ospitare indiani in cerca di rifugio. Per 700 euro al mese. Ma la chiesa non ha scopo di lucro, si mantiene con le donazioni.
I particolari
Nella denuncia di Mangaljit non c’è richiesta di denaro ma potrebbe avere qualcosa da rivendicare? Resta da capire, poi, come s’inquadrano queste somme, e il rapporto di lavoro con uno senza permesso di soggiorno. Il prete ha dato mandato al legale di inviare la denuncia presentata ai carabinieri a Guardia di finanza, Inps, Ispettorato del lavoro e Questura.

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