San Benedetto, tavolini e dehor
Il Piano è da rifare, scatta l'altolà

I dehor che furono smantellati nel 2010
I dehor che furono smantellati nel 2010
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Giovedì 3 Novembre 2016, 14:15
SAN BENEDETTO Rivedere la sistemazione dei tavolini e gazebo davanti ai locali del centro, se non a rischio di rimozioni e sanzioni. Torna l’incubo dell’occupazione selvaggia. «Il Comune deve avviare urgentemente l’adeguamento del piano di occupazione del suolo pubblico alla normativa nazionale». Il richiamo è perentorio e arriva dalla Sovrintendenza in merito ai tavolini all’aperto presenti lungo le vie cittadine. Un richiamo che era arrivato formalmente nel febbraio scorso agli uffici comunali, a firma del direttore Anna Imponente, e che oggi l’ente dorico reitera all’attuale amministrazione comunale.
Tutto ha avuto inizio con una missiva, giunta alla vigilia delle primarie del marzo scorso, diretta all’ex sindaco Gaspari, al segretariato regionale Mibact Marche, alla Procura della Repubblica e al comando dei carabinieri. Lettera nella quale si invitava il Comune a intervenire in merito ai dehor al fine di adeguarsi alla normativa statale allo scopo di contemperare le esigenze di tutela con quella di sviluppo del tessuto economico. Nel documento venivano ricordate le strutture metalliche e di vetro, che creano nuove cubature nel centro storico definite dalla Sovrintendenza «non ammissibili». In particolare veniva segnalato viale Secondo Moretti come particolarmente compromesso data la mancanza di un regolamento approvato dalla Sovrintendenza. Ma alla missiva non venne dato seguito visto il periodo pre elettorale. Oggi però la Sovrintendenza è tornata a battere i pugni sul tavolo chiedendo il rispetto delle norme. Cosa fare quindi di fronte al fenomeno dei tavolini selvaggi? Dovrà essere avviata la revisione del Piano attuativo di riqualificazione e salvaguardia del patrimonio edilizio urbano finora mai sottoposto a parere della Sovrintendenza. Viene ricordato come nel 2013 presso la direzione regionale venne sollecitata la ricognizione di tutti gli edifici privati di età superiore ai 50 anni, così degli edifici razionalisti e liberty ubicati lungo la costa, di quelli ricadenti lungo la statale 16 e di quelli periurbani. E nel 2015 vennero eseguiti diversi sopralluoghi da parte dell’ente anconetano. A gennaio si era tenuto anche un incontro tra la Sovrintendenza e la Procura di Ascoli rappresentata dalla dottoressa Piccioni nel corso del quale, in attesa del nuovo Piano sull’occupazione, tutti i progetti ricadenti nei tre ambiti A1, A2 e A3 del centro storico dovevano essere sottoposti al preventivo parere della Sovrintendenza. A questo punto l’amministrazione targata Piunti dovrà mettere meno al nuovo Piano e i titolari dei locali a loro volta dovranno adeguare tavolini e gazebo se non a rischio di vederseli smantellati. 
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