«La Whirlpool si ritira, bisogna fare in fretta». Timori del sindacato Ugl: «Arrivano solo risposte evasive»

«La Whirlpool si ritira, bisogna fare in fretta». Timori del sindacato Ugl: «Arrivano solo risposte evasive»
«La Whirlpool si ritira, bisogna fare in fretta». Timori del sindacato Ugl: «Arrivano solo risposte evasive»
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Giovedì 30 Giugno 2022, 07:10

COMUNANZA -  «Occorre accelerare la risposta territoriale per salvaguardare il sito produttivo di Comunanza, i livelli occupazionali e l’indotto economico». Spinge alla fretta la segreteria provinciale Ugl Metalmeccanici e la Rsu-Ugl del sito di Villa Pera sull’incerta situazione dello stabilimento nell’ambito della revisione complessiva del piano produttivo della multinazionale nella zona Emea. 


«La Whirlpool non ha fatto il nuovo piano industriale e probabilmente è avviata verso l’uscita dall’Europa - continua il sindacato - con un percorso, che sarà definito in autunno, e che potrebbe prevedere, tra le varie opzioni, anche la vendita degli insediamenti produttivi dell’area Emea. Dentro ad un eventuale progetto di cessione sembra emergere un riassestamento preventivo del potenziale industriale dell’area: tagliare o ridefinire siti produttivi per poter offrire il miglior piatto all’acquirente».

Quindi allarme anche per il sito di Villa Pera. «Con questo quadro di riferimento – continua l’Ugl - il rischio dello stabilimento di Comunanza sarebbe immediato ed il mese di agosto potrebbe manifestarsi carico di eventi negativi. Già precedentemente avevamo denunciato le nostre perplessità e la nostra preoccupazione sull’organizzazione aziendale approssimativa e sulla mancanza concreta di investimenti. Abbiamo avuto risposte insoddisfacenti ed evasive e le argomentazioni messe sul tavolo dall’azienda del tutto forvianti. Quanto sta accadendo nella fabbrica comunanzese consolida, purtroppo, l’ipotesi di messa a rischio del sito produttivo: oltre agli investimenti non fatti, le fermate per cassa integrazione, ferie anticipate, questione geopolitica, calo di ordini».


«Il programma produttivo dei pezzi per l’anno 2022 stabiliva 750 mila unità - conclude l’Ugl - ad oggi previsti 630 mila ma ormai stiamo andando in profonda discesa. Occorre subito l’incontro di sindacati e istituzioni territoriali con la Regione».

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