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Parrocchie sguarnite, arrivano i seminaristi. L'arcivescovo Palmieri e le voci sulla riforma della diocesi

Parrocchie sguarnite, arrivano i seminaristi. L'arcivescovo Palmieri e le voci sulla riforma della diocesi
Parrocchie sguarnite, arrivano i seminaristi. L'arcivescovo Palmieri e le voci sulla riforma della diocesi
di Cristiano Pietropaolo
4 Minuti di Lettura
Domenica 30 Gennaio 2022, 10:50

ASCOLI -  In occasione della festività di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione, l’arcivescovo Giampiero Palmieri ha fatto il punto della situazione a due mesi dall’insediamento e a pochi giorni dall’inizio del cammino sinodale della Diocesi.

«C’è differenza tra il giornalismo che nasce dall’ascolto e quello che nasce dall’origliare, così come l’ascoltarsi e il parlarsi addosso, che spesso serve per cercare per conquistare il consenso del pubblico. L’ascolto e il dialogo vengono spesso strumentalizzati - sottolinea. - Con il Cammino sinodale riusciremo a metterci in ascolto e discernere. Vogliamo intercettare quello che serve alla Chiesa e vedo che questa città ha un grande desiderio di ascoltare. Sono stato accolto in maniera straordinaria e in molti vogliono qualcosa di nuovo dalla vita». 


Su un’eventuale riforma della Diocesi il monsignor Palmieri spiega che «bisogna verificare cosa c’è in un territorio: accorpare significa creare scompiglio in vista di un cambiamento. Il Papa sta accorpando diverse Diocesi, evitando l’impoverimento di quelle zone e favorendo il cambiamento. Credo che il problema della diminuzione dei preti sia una grande occasione per avere nuove vocazioni laicali» mentre sulle vocazioni e le nuove leve della Chiesa sostiene: «Abbiamo un giovane che diventerà diacono ad aprile e poi sacerdote. Ci sono 10 ragazzi in seminario a Macerata che provengono dal cammino neocatecumenale, di cui 4 sono di Ascoli e uno di San Benedetto. Daranno una mano alla nostra Diocesi per poi andare in missione in Africa. Nello svolgere il loro servizio qui potranno anche avere il desiderio di restare, come accaduto in altre occasioni». 


La pandemia ha creato nuovi fenomeni di povertà in un territorio che si trova in difficoltà già da tempo. «Sono situazioni che dobbiamo affrontare, come già accadde nel periodo del terremoto. Dobbiamo continuare a dare una mano alle nuove forme di marginalità - prosegue monsignor Palmieri. - Abbiamo appena inaugurato Casa Sant’Emidio, un alloggio per i senza fissa dimora dove ci sono già due persone, ma a me sembra che qui molte situazioni di povertà non vengano a galla, perché sono vissute con dignità ma sono reali. Molte persone senza fissa dimora vogliono restare in mezzo alla strada mentre altri hanno problemi di sfratto e di bollette che non si riescono a pagare. Qui ad Ascoli ho notato che c’è una sinergia positiva e di grande collaborazione. Tutto quello che possiamo fare per chi è in difficoltà, lo faremo».

Sul green pass, l’arcivescovo Palmieri ricorda: «In Chiesa non si è mai abbassata la guardia con distanziamento e igienizzazione. Se lo Stato interviene con un obbligo, noi ci adeguiamo per aumentare l’attenzione, ma le chiese si sono dimostrate affidabili. In ogni caso, le regole vengono rispettate; se qualche parroco non le rispetta, interverrò. Ascoli non fa eccezione sulla presenza giovanile nelle chiese. Alcune realtà come Azione cattolica e Scout vanno bene, ma in altre c’è un calo di presenze».

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