Ascoli, ex carabiniere freddato dai killer: i Ris a caccia di polvere da sparo su vestiti e caschi degli Spagnulo

Sabato 4 Luglio 2020 di Luigi Miozzi
Ascoli, ex carabiniere freddato dai killer: i Ris a caccia di polvere da sparo su vestiti e caschi degli Spagnulo

ASCOLI - I carabinieri del Ris di Roma stanno passando sotto la lente il casco e i vestiti che Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli indossavano il giorno che è stato ucciso Antonio Cianfrone. A distanza di un mese dal giorno in cui l’ex vice comandante dei carabinieri di Monsampolo è stato freddato da quattro colpi di pistola mentre faceva jogging sulla pista ciclabile di Pagliare, gli inquirenti continuano le indagini per dare solidità al castello accusatorio nei confronti della coppia ritenuta responsabile dell’omicidio

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I vestiti e i caschi che sono stati sequestrati nel corso della perquisizione domiciliare fatta dai carabinieri nei giorni successivi all’agguato e che sarebbero compatibili con quelli indossati dalle due persone il 3 giugno scorso dalle due persone riprese in sella ad una motocicletta mentre si allontanavano a folle velocità dal luogo del delitto, sono ora analizzati dagli esperti del Ris che utilizzando tecniche e strumentazione all’avanguardia, cercano tracce di polvere da sparo.
 
Qualora le verifiche dovessero dare risultati positivi, rappresenterebbe, per la Procura, la prova che non solo moglie e marito si trovavano sul luogo del delitto ma che avrebbero anche utilizzato un’arma.
Il tampone
In questa ottica non è da escludere che Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli siano stati sottoposti allo stub, ovvero il tampone che rileva l’eventuale presenza di scorie sulle mani ed in altri parti del corpo rivelando se la persona sottoposta al test possa aver sparato in un lasso di tempo relativamente recente. Anche in questo caso, se non il risultato non dovesse essere negativo, sarebbe certamente un altro punto a favore dell’accusa. Stub che in sede di ricognizione cadaverica è stato fatto anche sul corpo della vittima per verificare se anch’egli avesse utilizzato un’arma nell’ultimo periodo. Nel frattempo, gli investigatori stanno continuando a sentire altre persone per cercare di ricostruire dettagliatamente i rapporti tra Cianfrone e la coppia e acquisire elementi che potrebbero rivelarsi utili all’inchiesta. Si continua a cercare anche l’arma del delitto che non è stata ancora rinvenuta. Non si esclude che possa trattarsi di una pistola di piccolo calibro a tamburo dal momento che non sono stati ritrovati neppure i bossoli dei quattro colpi esplosi all’indirizzo dell’ex carabiniere. Era la mattina del 3 giugno scorso quando Antonio Cianfrone stava facendo jogging lungo la pista ciclabile di Pagliare. Intorno alle 8,45 il cinquantunenne è stato avvicinato da due persone in sella ad una motocicletta: uno dei due ha tirato fuori un arma e ha sparato i colpi mortali per poi fuggire a folle velocità cercando di far perdere le proprie tracce. 
Gli arresti
A distanza di neppure una settimana, i carabinieri hanno arrestato moglie e marito, Francesca Angiulli e Giuseppe Spagnulo, perchè ritenuti i responsabili dell’omicidio in quanto, per gli investigatori, sarebbero loro le due persone in motocicletta che sono state riprese da alcune telecamere degli impianti di videosorveglianza presenti nelle vicinanze del luogo del delitto.

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