Omicidio dell'ex maresciallo, le indagini a una svolta. Si cerca in un cimitero l'arma che ha ucciso Cianfrone

Venerdì 19 Giugno 2020
Il luogo del delitto
ASCOLI - Si continua a cercare l’arma con cui è stato ucciso Antonio Cianfrone, l’ex vice comandante dei carabinieri di Monsampolo ammazzato con quattro colpi di arma da fuoco lo scorso 3 giugno mentre stava facendo jogging sulla pista pista ciclabile di Pagliare. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Ascoli hanno cercato la pistola di piccolo calibro nei pressi del cimitero di Spinetoli. 
A indurre gli investigatori a passare al setaccio anche quella zona è stato il fatto che Francesca Angiulli, la donna che insieme al marito Francesco Spagnulo è stata arrestata con l’accusa di essere i responsabili dell’omicidio, ha un banco di fiori proprio di fronte al cimitero e pertanto, si è valutata la possibilità che l’arma potesse essere stata occultata da quelle parte.

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I militari dell’Arma hanno cercato anche nei pressi della tomba di Antonio Spagnulo, uno dei figli della coppia deceduto nel 2009 a seguito di un incidente stradale mentre era in sella alla sua motocicletta. Ricerche che però non hanno dato alcun esito, così come quelle che sono state fatte anche nel deposito comunale dove lavorava Francesco Spagnulo. 
A distanza di poco più di due settimane dall’agguato mortale, l’arma del delitto non si trova: non l’anno trovata gli artificieri dell’esercito anche con l’ausilio del metal detector l’hanno cercata lungo le radure e tra le sterpaglie nei pressi del luogo del delitto; e non l’hanno rinvenuta neppure i sommozzatori della guardia costiera che sono stati impegnati per perlustrare alcuni canali presenti proprio nella zona di San Pio X. Non sono stati rinvenuti i bossoli dei quattro colpi esplosi per uccidere Cianfrone, aspetto questo che induce gli investigatori che possa essere stata usata una pistola a tamburo.
Nel frattempo, moglie e marito incontreranno il loro secondo genito, rimasto ora solo dopo che i genitori sono stati rinchiusi in carcere. Tramite il difensore di fiducia, l’avvocato Alessandro Angelozzi, il giovane ha fatto richiesta per poter incontrare il padre e la madre che non vede dallo scorso 9 giugno, quando Francesco Spagnulo venne rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto e Francesca Angiulli nella sezione femminile della casa circondariale di Castrogno a Teramo. Spetta al magistrato, ora, valutare la richiesta dell’avvocato e concedere la necessaria autorizzazione alla visita. 
lu. mi. 
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