Omicido Cianfrone: l'ex carabiniere freddato alle spalle, polvere da sparo sulla moto dei coniugi accusati

Venerdì 13 Novembre 2020 di Luigi Miozzi
Ascoli, omicido Cianfrone: l'ex carabiniere freddato alle spalle, polvere da sparo sulla moto dei coniugi accusati

ASCOLI Un proiettile di piccolo calibro sparato alle spalle che ha perforato il polmone e trapassato l’arteria succlavia e la carotide. È stato questo il colpo, dei quattro esplosi dal killer, che ha ucciso Antonio Cianfrone lo scorso 3 giugno mentre stava facendo jogging sulla pista ciclabile di Pagliare.

A sostenerlo sono i medici legali Sabina Canestrari, Francesco Brandimarti e Massimo Senati incaricati dalla Procura di eseguire l’autopsia sul corpo senza vita dell’ex vice comandate della caserma dei carabinieri di Monsampolo.

 

I proiettili

Dall’esame autoptico è emerso che sono stati quattro i proiettili che hanno raggiunto Cianfrone: due alla testa, uno sul lato destro alla base del collo e uno, quello letale, alla schiena. I consulenti tecnici nominati dalla Procura, basandosi sulle caratteristiche delle lesioni riscontrate sul corpo della vittima, hanno ipotizzato anche la posizione reciproca del killer e quella di Antonio Cianfrone durante l’agguato. Per quanto riguarda i due colpi che hanno raggiunto il cinquantenne alla testa, il primo ha lo ha raggiunto di striscio all’altezza della regione temporo-occipitale sinistra con l’omicida che ha sparato in posizione eretta contro un corpo posto in posizione eretta e con la testa girata verso destra. Il secondo, invece, è stato esploso con le due persone che erano di fronte e ha ferito Cianfrone alla mandibola sinistra. Per quanto riguarda il colpo alla base del collo, i medici legali ipotizzano che esso sia stato prodotto dal proiettile sparato dal killer in posizione eretta verso Cianfrone che era anche lui in posizione eretta ma con una direzione lievemente obliqua, dall’alto verso il basso. Il quarto colpo invece, è stato esploso alle spalle di Cianfrone che si trovava ancora in piedi e che lo ha raggiunto poco distante dalla colonna vertebrale, all’altezza della quinta costala che ha deviato la pallottola che ha poi trapassato il polmone e raggiunto l’arteria succlavia e successivamente la carotide provocando una emorragia che ha determinato il decesso. Per le modalità con cui è stato messo in atto l’agguato, sulla base dei risultati degli esami eseguiti, i consulenti della Procura sono giunti alla conclusione che la volontà dell’aggressore era quella di uccidere Cianfrone. Per la Procura di Ascoli non ci sono dubbi: a compiere l’omicidio sono stati coniugi Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli. Sarebbero loro i due in sella alla moto ripresi mentre fuggivano dalle telecamere degli impianti di sorveglianza presenti nelle vicinanze del luogo del delitto e per questo dal 9 giugno sono rinchiusi in carcere. 

Gli accertamenti

Nel corso dell’indagine sono state eseguiti anche altri accertamenti tecnici. Tra questi anche quelli di laboratorio eseguiti nei laboratori del Ris di Roma sui campioni prelevati dalle unghie della vittima per accertare l’eventuale presenza di altri profili genetici. Gli accertamenti scientifici hanno però isolato un solo profilo genetico corrispondente a quello di Antonio Cianfrone. Inoltre, sono stati eseguiti i test per accertare la presenza di polvere da sparo. Sono stati sottoposti agli esami di laboratorio i campioni prelevati sulla vittima, sul casco e sulla motocicletta sequestrati a Spagnulo che hanno rilevato la presenza sulle manopole della moto di polvere da sparo compatibile con quella prelevata sul corpo di Cianfrone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA