È morto Massimo Consolati, campione italiano di boxe: aveva 85 anni. Una carriera costellata di vittorie

È morto Massimo Consolati, campione italiano di boxe: aveva 85 anni. Una carriera costellata di vittorie
È morto Massimo Consolati, campione italiano di boxe: aveva 85 anni. Una carriera costellata di vittorie
di Roberto Senigalliesi
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Martedì 28 Giugno 2022, 12:50 - Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 00:06

ANCONA - E’ stato uno dei migliori pugili marchigiani del dopoguerra, sicuramente il più seguito degli anconetani. Massimo Consolati, 85 anni, si è spento dopo una lunga malattia. Unanime il cordoglio negli ambienti sportivi del pugilato, ma non solo, visto che è stato uno sportivo a tutto tondo. Nella sua lunga ed onorata carriera ha disputato 40 combattimenti da professionista, in anni in cui la boxe era piena di grandi campioni.

Una caduta e il destino cambiò

Era nato ad Ancona, rione san Pietro, il 9 aprile del 1937 e si era avvicinato al pugilato quasi per caso, visto che la sua passione era il ciclismo. Un campioncino tra gli esordienti. Poi un giorno cadde dalla sella ed il padre, per punizione, gli vendette la bici. Ma lui testando si dette al pugilato, Aveva 18 anni. Peso superleggero con incursioni fra i pesi welter da dilettante ha disputato 70 combattimenti con 58 vittorie 4 pareggi ed 8 sconfitte. Meticoloso e serio nella preparazione sul ring esprimeva una boxe di grande caratura tattica :sapeva adattarsi alle caratteristiche dell’avversario ed aveva un pugno pungente.

Ha vinto 50 incontri su 87

Da professionista ha disputato 87 combattimenti vincendone 50 (14 prima del limite), 31 sconfitte , 5 pareggi ed un non contest. Nella sua carriera ha affrontato avversari di grande spessore, ben 8 campioni del mondo, come Bruno Arcari, Sandro Lopopolo, Cerdan, Carrasco, Roque. Ha conquistato il titolo italiano dei superleggeri contro Bruno Arcari, poi campione del mondo che chiuse la carriera con sole 2 sconfitte, il 19 agosto del 1966 a Senigallia in un match che diede adito a non poche polemiche visto che Arcari dovette abbandonare per ferita.

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