L'aeroporto Sanzio cambia rotta con D'Orsogna, ma resta l'ipotesi vendita

L'aeroporto Sanzio cambia rotta con D'Orsogna, ma resta l'ipotesi vendita
L'aeroporto Sanzio cambia rotta con D'Orsogna, ma resta l'ipotesi vendita
di Martina Marinangeli
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 02:25 - Ultimo aggiornamento: 16:08

ANCONA - Il nuovo corso può avere inizio. Ieri pomeriggio, negli uffici del Sanzio, è stato ratificato il cambio al vertice di Ancona International Airport, la società che gestisce l’aeroporto. Fuori Carmine Bassetti, che ha lasciato la sua postazione nel terminal partenze già a fine settembre e ieri non era presente per il passaggio di consegne; dentro Alexander D’Orsogna, che ne erediterà i ruoli di amministratore delegato e direttore generale.

A decretare la successione un’assemblea lampo dei soci (durata poco più di mezz’ora) a cui hanno preso parte, per il socio di maggioranza - il fondo anglo svedese Njord - il presidente del consiglio di amministrazione di AIA Hamish De Run e per la Regione, socio di minoranza con l’8,5% delle quote, il dirigente alle Infrastrutture Nardo Goffi, oltre al membro del cda delegato da Palazzo Raffaello Goffredo Brandoni.

L’agenda

Un incontro rapido, si diceva, solo per rendere ufficiale l’insediamento di D’Orsogna - fino a marzo direttore marketing aviation agli Aeroporti di Puglia - che già da diversi giorni ha iniziato a prendere confidenza con quello strano mondo che è il Sanzio. In assemblea si è parlato dei primi punti in agenda da centrare nell’immediato futuro. In primis, l’ottenimento di una proroga da parte della Commissione europea per completare il piano di risanamento, finanziato nel 2019 con 25 milioni di euro dalla Regione e con 15 milioni da Njord. La tabella di marcia fissata allora, infatti, prevedeva che la ristrutturazione societaria fosse portata a termine entro il 31 dicembre 2022. Ma due anni di pandemia, con il conseguente blocco quasi totale del settore aeroportuale, hanno reso impossibile rispettare la deadline. I bilanci del 2020 e del 2021 sono infatti tornati in rosso, dopo l’attivo di 12,4 milioni di euro del 2019 (anno dell’iniezione di liquidità grazie al piano di risanamento): nel primo caso si è registrato un passivo di 2,2 milioni, che nel 2021 è salito a 3,2 milioni. 

La ricapitalizzazione

Di qui, la necessità del secondo punto in agenda, ovvero la ricapitalizzazione per permettere alla società di continuare ad operare. A mettere i soldi sul piatto dovrebbe essere il socio di maggioranza Njord, che però negli ultimi mesi ha manifestato l’intenzione di vendere le proprie quote, cercando senza successo un compratore. Difficile trovare qualcuno disposto ad acquistare una società aeroportuale in questa fase ed alle condizioni in cui si presenta Ancona International Airport. Ed ora bisognerà vedere se Njord vorrà davvero mettere altri soldi in un’operazione che fino a questo momento non ha portato profitto. Terzo ed ultimo - ma non in ordine di importanza - punto in agenda, l’elaborazione del piano industriale di sviluppo che dovrà tracciare la rotta del Sanzio. Un compito, questo, che spetta al nuovo amministratore delegato D’Orsogna, già a lavoro per ampliare lo scarno bouquet di nuove rotte da e per il Sanzio. Il tutto, in attesa che la pratica per i voli di continuità verso Roma Fiumicino, Milano Linate e Napoli si liberi dai legacci burocratici in cui è rimasta intrappolata, con rimpalli tra gli uffici del ministero delle Infrastrutture e quelli di Bruxelles. Un ruolo non semplice quello che ieri ha assunto D’Orsogna. In tanti hanno provato a far decollare il Sanzio senza successo. Che sia questa la volta buona? La speranza è l’ultima a morire.

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