Prosegue il calo demografico: l'Unione dei Sibillini rischia di scendere sotto i diecimila abitanti

Prosegue il calo demografico: l'Unione dei Sibillini rischia di scendere sotto i diecimila abitanti
Prosegue il calo demografico: l'Unione dei Sibillini rischia di scendere sotto i diecimila abitanti
di Francesco Massi
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Martedì 6 Dicembre 2022, 03:35

SANTA VITTORIA IN MATENANO  - E’ un’emorragia che ormai non sembra arrestarsi e verso la quale non si vedono ancora rimedi. Un fenomeno cronico, rimane sempre più fortemente preoccupante lo spopolamento dell’area dei Sibillini. Dati impietosi gli ultimi sfornati dallIstat, relativi all’anno 2021. Quasi tutti i 19 comuni delle due Unioni Montane dei Sibillini con sede a Santa Vittoria in Matenano e del Tronto e Valfluvione con sede ad Ascoli, vedono il segno meno, alcuni in modo molto marcato, altri con effetti più lievi. 


L’eccezione

Unica eccezione il più piccolo comune del Fermano, Smerillo, che vede invece una piccola tendenza alla crescita con un più 4% rispetto al 2020. Dato che confrontato con la popolazione di 335 abitanti rappresenta una crescita dell’1,20%. Poco ma incoraggiante. Per il resto una Caporetto. Entrambe le Unioni, che insieme contano 25.177 abitanti, cumulativamente perdono 464 residenti (189 quella dei Sibillini, 275 quella del Tronto) rispetto all’anno precedente. Per dare una visione pratica, è come se in un solo anno fosse sparita, più o meno, l’intera popolazione di un comune come Montegallo o come Montedinove. I due comuni più grandi, Comunanza, dell’Unione del Tronto, e Amandola, di quella dei Sibillini, insieme perdono 96 residenti (40 la prima, 56 la seconda).

Dell’unione dei Sibillini poi Montemonaco ne perde 26, Force 42, limitate a meno 1 le perdite di Montedinove mentre a Rotella siamo a meno 21, Montefortino limita le perdite con meno 5, Montefalcone Appennino ne perde 6, S. Vittoria in Matenano meno 29 e Montelparo diminuisce di 3. Nell’Unione del Tronto tutti i comuni perdono residenti: Montegallo 14, Palmiano 3, Acquasanta Terme 43, Arquata del Tronto 32 come Roccafluvione, Venarotta 31, Appignano del Tronto 18, Castignano 62.

E’ cambiata poi la consistenza delle due Unioni Montane a partire dall’inizio di quest’anno, quando Comunanza ha deciso, non senza un coro di polemiche, di passare da quella dei Sibillini a quella del Tronto. Quest’ultima, con la trasmigrazione del comune comunanzese, diventa la più popolosa pur avendo un comune in meno rispetto a quella dei Sibillini (9 contro 10). Quindi l’Unione del Tronto conta, sempre riferito al primo gennaio 2022, 15.154 residenti contro i 10.023 di quella dei Sibillini, che con questo trend, entro quest’anno, scenderà sotto la soglia psicologica dei diecimila abitanti. Dunque un fenomeno sempre più preoccupante al quale amministratori pubblici, politici e quant’altri di riferimento non riescono a mettere riparo. 


Le motivazioni


Tra le motivazioni più evidenti l’enorme squilibrio tra decessi e nuovi nati a favore dei primi, la mancanza di opportunità lavorative che spingono i giovani a trasferirsi altrove dopo il corso di studi superiori o universitari. I minori servizi pubblici a disposizione rispetto ai centri più grandi. Un esempio per la sanità: un conto è vivere a pochi chilometri da Ascoli o Fermo ed essere ben collegati, dove in pochi minuti puoi arrivare ad un vero Pronto Soccorso e non ad un Punto di Primo Intervento (come ad Amandola) diverso invece impiegarci almeno un’ora come da località o frazioni montane, visti anche i tortuosi collegamenti viari. Ma in primis occorrono politiche economiche speciali per le zone montane, che favoriscano il lavoro, l’insediamento di nuove imprese con agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative (Zona Economica Speciale), al fine di richiamare investimenti. Ma occorre fare molto presto, agire rapidamente, altrimenti sarà sempre più desolazione e abbandono andando.


 

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