Giallo dei cadaveri affiorati dal mare: anche Tomas è morto per annegamento

Sabato 5 Settembre 2020 di Emidio Lattanzi
San benedetto, giallo dei cadaveri affiorati dal mare: anche Tomas è morto per annegamento

SAN BENEDETTO - L’uomo ripescato a sei miglia dalla costa di Giulianova è morto per annegamento. Lo ha confermato l’autopsia eseguita ieri dal dottor Pietro Alessandrini, lo stesso che due giorni prima, si era occupato dell’esame autoptico sul cadavere della giovane trovata domenica mattina sulla spiaggia della Sentina. Appare oramai scontato che i due corpi appartengano a Marketa Adamcova e Tomas Cerveny, lei diciotto anni da compiere a dicembre, lui quaranta. 

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Sul corpo dell’uomo sono state trovate ferite e lesioni ma nulla che possa far pensare ad una morte violenta, così come era già stato rilevato sul corpo della ragazza. Le ferite viste ieri dal medico legale sono invece compatibili con l’urto contro le scogliere dove il corpo del quarantenne potrebbe essere rimasto incastrato per tutto questo tempo. Entrambi sono dunque morti annegati, forse scivolati in acqua dalla scogliera del pennello che si trova a pochi metri di distanza dalla sede del circolo nautico “I Liburni”.
 
Ed è proprio dal circolo che alcuni soci, esperti conoscitori della zona, spiegano come l’incidente costato la vita ai due possa essere avvenuto all’alba di domenica. Dopo la cena in pizzeria infatti, Marketa e Tomas potrebbero essere rientrati nell’appartamento per svegliarsi molto presto all’indomani mattina. 
Avevano infatti parlato ad alcuni residenti della stessa struttura dove alloggiavano, di voler fotografare l’alba. «Probabilmente sono andati sul pennello di scogli - affermano dal circolo - per fare qualche scatto per vedere il sorgere del sole all’alba. Dal momento che il mare si era alzato e quelle rocce diventano scivolose se bagnate uno dei due potrebbe essere caduto in acqua e l’altro per aiutarlo si è buttato». Un’ipotesi plausibile considerato anche il fatto che la coppia aveva un canotto con sé ma lo aveva lasciato nell’appartamento dove è poi stato ritrovato. 
Il canotto
Se avessero voluto andare in mare lo avrebbero quasi certamente utilizzato. «In quel punto - continuano -, anche se non è molto profondo si creano delle forti correnti che potrebbero avere messo in difficoltà la coppia. Inoltre con il mare grosso è difficile tornare a riva perché è impossibile riuscire ad aggrapparsi alle scogliere che diventano come saponette, e come seconda cosa, le onde vanno ad infrangersi sul pennello e tornano indietro, così si riduce la visibilità e si inizia ad ingerire acqua purtroppo a causa delle onde che si infrangono sugli scogli. A quel punto vieni preso dal panico perdi il controllo e affoghi». Dopo l’esame autoptico effettuato sui due cadaveri si attende l’ufficialità del riconoscimento che sarà effettuato attraverso l’esame del Dna, ma sono pochissimi i dubbi che quei due cadaveri non appartengono alla sfortunata coppia di turisti della Repubblica Ceca.
 

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