Omicidi alla casa di riposo: reperti al setaccio per trovare la verità sulla morte di 8 anziani

Sabato 22 Agosto 2020 di Luigi Miozzi
Offida, omicidi alla casa di riposo: reperti al setaccio per trovare la verità sulla morte di 8 anziani

ASCOLI - Gli avvocati Tommaso Pietropaolo e Luca Filipponi, difensori di Leopoldo Wick, l’infermiere arrestato lo scorso 15 giugno con l’accusa di aver ucciso otto anziani ospiti della Rsa di Offida e tentato l’omicidio di altri quattro, nominerà un consulente di parte che parteciperà all’incidente probatorio che il gip di Ascoli, Annalisa Giusti, ha fissato per il prossimo 16 settembre.

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Si tratta di Sabrina Strano Rossi, professore associato di tossicologia forense all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma che parteciperà alle operazioni peritali che il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Ascoli ha affidato Emanuela Turillazzi, docente di medicina legale all’università di Foggia, e al professor Silvio Chiericoni, ordinario di tossicologia forense all’ateneo di Pisa. 
 
I controlli 
I due consulenti tecnici d’ufficio nel corso dell’incidente probatorio dovranno eseguire le analisi sui campioni di sangue prelevati dai cadaveri degli anziani ritenute le presunte vittime dell’infermiere e sui campioni di prelevati in vita di alcuni ospiti della Rsa di Offida per verificare la presenza di sostanze tossiche e l’eventuale quantità contenuta nel sangue di principi attivi di psicofarmaci, benzodiazepine, promazina, barbiturici ed anticoagulanti. In fase di indagine, gli inquirenti, avevano riscontrato la presenza nel sangue di dosi massicce di tranquillanti, anticoagulanti ed insulina che, secondo l’accusa, sarebbero state iniettate indebitamente dall’infermiere durante i propri turni di lavoro causando il decesso degli anziani. Ora quelle analisi verranno ripetute in sede di incidente probatorio per poterle eventualmente produrre in fase dibattimentale nel corso del processo penale. 

Il mistero della pasticca 
Ai consulenti, il gip ha chiesto anche di analizzare la composizione di una pasticca di colore bianco avvolta in una garza e il contenuto di un flaconcino di soluzione iniettabile rinvenute in uno zainetto e sequestrate dagli invistigatori nel corso di una perquisizione eseguita nei confronti di Leopoldo Wick. Pesante il quadro accusatorio predisposto nei confronti dell’infermiere dagli investigatori in oltre un anno e mezzo di indagini che hanno convinto la Procura che sia stato Leopoldo Wick a iniettare dosi letali di medicinali tali da provocare la morte di otto anziani e del tentato omicidio di altri quattro ospiti della casa di riposo. L’attività investigativa portata avanti dai carabinieri del nucleo investigativo di Ascoli comandati dal maggiore Nicola Gismondi, avrebbe consentito di appurare che l’infermiere iniettava dosi massicce di promazina, di anticoagulanti e insulina in pazienti non diabetici tanto da provocarne la morte. 

Le indagini 
L’inchiesta ha preso le mosse quando un’operatrice sanitaria della struttura, dopo che aveva manifestato i dubbi sul comportamento dell’infermiere con alcuni colleghi e con i suoi superiori senza essere ascoltata, la donna, alla fine del 2018, si recò dai carabinieri di Offida. Successivamente, vennero sentiti alcuni parenti degli anziani ospiti della struttura raccogliendo indizi che hanno poi portato all’arresto di Leopoldo Wick che dallo scorso 15 giugno è rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto. 

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