I sindaci dell’Unione montana sempre più divisi: botta e risposta davanti all'assessore Saltamartini

Domenica 25 Luglio 2021 di Francesco Massi
Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni

COMUNANZA  - «L’Ambito territoriale sociale non funziona bene e manca di efficienza». «No, sono falsità, poiché lavora molto bene ed è tra i migliori». Uno scambio acceso da una parte e dell’altra che sancisce ancora di più lo strappo tra il comune di Comunanza da una parte e dall’altra L’Unione Montana dei Sibillini e l’Ambito sociale territoriale 24 che corrisponde allo stesso territorio dell’Unione ed è gestito al suo interno. 

 


E’ quello andato in scena ad Amandola durante l’incontro dell’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini e lo stato maggiore dell’amministrazione sanitaria regionale, con i sindaci dei territori montani delle province di Fermo, Ascoli e Macerata, per raccogliere proposte relative al prossimo piano sanitario regionale. Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni non ha usato mezze parole per ribadire l’inefficienza dell’Ambito riguardo i servizi sociali e dell’Unione Montana, rafforzando così, in un contesto importante, la decisione del comune di Comunanza di voler restare fuori, almeno per il momento, sia dallo stesso Ambito, con la precedente richiesta ufficiale di uscita fatta alla Regione, che dall’Unione con la delibera del consiglio comunale approvata all’unanimità.


Un’alzata che ha provocato la reazione accesa del presidente dell’Unione Fabrizio Vergari, che ha voluto smentire radicalmente le valutazioni di Cesaroni, ribadendo che l’Ambito Sociale, tra l’altro è anomalo poiché incide su 2 aree vaste e province e ha bisogno di deroghe alla legge regionale per continuare ad esistere, ha operato bene ed è considerato uno dei migliori delle Marche. Insomma una frattura che non sembra rimarginarsi e che sicuramente non ha dato buona impressione di un territorio, come quello montano, che avrebbe tanto bisogno di unità massima e di efficienza.

Comunanza per ora sembra ferma a rimanere sulle sue posizioni di restare fuori, a meno che non si cambi metodo di gestione, maggiormente improntato all’efficienza, alla progettazione importante e alla programmazione. Cesaroni aspetta un segnale di richiesta di confronto. Vergari apre uno spiraglio promettendo che prossimamente prenderà l’iniziativa per un chiarimento e per ascoltare le proposte del sindaco comunanzese. 
Insomma se dovesse confermarsi l’uscita di Comunanza l’Unione Montana dei Sibillini e lo stesso Ambito ne uscirebbero indeboliti, specialmente sul versante ascolano anche se, come ricorda Vergari, ci sono richieste di altri comuni per entrare. 


L’alternativa per Comunanza è quella di bussare all’Unione Montana del Tronto e Valfluvione, dove sarebbe il Comune più grande, nonché all’Ambito Sociale di Ascoli. Una decisione con la quale Comunanza potrebbe smarcarsi in anticipo dalla diminuzione del numero regionale degli Ambiti sociali facendoli corrispondere con i distretti sanitari, prospettata dallo stesso Saltamartini. Decisione che farebbe scricchiolare l’Ambito XXIX a meno che non si costituisca un Distretto Sanitario dei Sibillini o si modifichi la legge regionale. Percorso arduo il primo, possibile il secondo.

 

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