Alessandra Matteuzzi uccisa, il killer stalker Giovanni Padovani non parla. Il giudice: «Delirio di gelosia». Pretendeva da lei un video su Whatsapp ogni 10 minuti

Alessandra Matteuzzi uccisa, il killer stalker Giovanni Padovani non parla: «È molto provato»
Alessandra Matteuzzi uccisa, il killer stalker Giovanni Padovani non parla: «È molto provato»
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Venerdì 26 Agosto 2022, 13:01 - Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 12:25

SENIGALLIA - Il killer stalker non parla nell'interrogatorio e sceglia di avvalersi della facoltà di non rispondere. Giovanni Padovani, il 27enne di Senigallia arrestato per l'omicidio dell'ex compagna Alessandra Matteuzzi, colpita a martellate martedì sera a Bologna, ha fatto scena muta nell'udienza di convalida davanti al Gip Andrea Salvatore Romito.

 

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Padovani, calciatore dilettante, si è presentato in tenuta sportiva, maglietta nera e pantaloncini corti verde fosforescenti. «È molto provato», ha detto il suo difensore, l'avvocato Enrico Buono, ai giornalisti uscendo dal tribunale. Il pubblico ministero Domenico Ambrosino ha chiesto convalida e carcere per omicidio aggravato dallo stalking. Fuori dall'aula era presente anche la madre dell'indagato.

Il giudice del Tribunale di Bologna Andrea Salvatore Romito nell'ordinanza con la quale ha convalidato l'arresto per Giovanni Padovani ha scritto che «la personalità dell'indagato animato da un irrefrenabile delirio di gelosia e incapace di accettare con serenità il verificarsi di eventi avversi, come la cessazione di un un rapporto per di più caratterizzato da incontri sporadici», sono una «manifestazione di eccezionale pericolosità e assoluta incontrollabilità». Nella denuncia presentata il 29 luglio da Alessandra Matteuzzi contro Padovani, la donna aveva raccontato le pretese assurde dell'uomo che, per esempio, le chiedeva di inviare un video ogni dieci minuti, tramite Whatsapp, per dimostrare dove fosse e con l'orario ben visibile.

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