Magnifici nove del Bianchello: grandi
etichette del vino che odora di storia

I magnifici 9 del Bianchello:
le grandi etichette
del vino che odora di storia
di Elisabetta Marsigli
Chissà se fu proprio il Bianchello del Metauro l’arma segreta per sconfiggere Asdrubale? Di sicuro questo vino ha una storia molto antica e Tacito ritiene abbia avuto un ruolo importantissimo nella sanguinosa battaglia del Metauro, nel 207 A.C., quando i romani guidati dai consoli Marco Livio Salinatore e Gaio Claudio Nerone combatterono contro l’esercito cartaginese di Asdrubale che venne sconfitto proprio a causa del troppo vino bevuto.

Da Asdrubale alla Doc
Il Bianchello del Metauro prende il nome dal vitigno Biancame con cui è prodotto e dal fiume Metauro, lungo le cui rive viene coltivato. L’inizio della sua valorizzazione risale però al 1969, con l’ingresso tra le Doc d’Italia, nonostante la zona nord della nostra regione sia la meno vocata alla produzione di vino in termini di terreno, morfologia e microclima. Questo non ha impedito agli enologi locali di ottenere vini con una personalità tutta loro. La quasi esclusività del vitigno diffuso, le tecniche di produzione delle uve in un territorio omogeneo, con filari e poi vigneti specializzati, hanno consentito la totale partecipazione dei viticoltori allo sviluppo della denominazione, con una produzione di vini più profumati ed eleganti. La citazione dello scrittore Fabio Tombari (Fano, 1899 - Rio Salso, 1989), racchiude in poche parole il legame fra le cantine del Metauro e il loro territorio: «La genialità e l’umorismo sono connaturati a chiunque attinge dalla propria terra. Per cui resta radicato dove Dio t’ha messo e i tuoi frutti oltre che genuini saranno sempre più saporiti».



Le zone di produzione
La produzione del Bianchello del Metauro, è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti da vigneti che, nell’ambito aziendale, abbiano la seguente base ampelografica: Bianchello (Biancame) almeno per il 95%; Malvasia bianca lunga fino ad un massimo del 5%. Viene prodotto anche nelle tipologie superiore, spumante e passito. Sono 18 i Comuni in prossimità del corso del fiume Metauro dove viene prodotto il Bianchello, ora 11 con l’unione di alcuni nel passaggio a Terre Roveresche e Colli al Metauro. Tutti nella provincia di Pesaro-Urbino: Fano, Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Montefelcino, Isola del Piano, Fossombrone, S. Ippolito, Montemaggiore, San Giorgio, Piagge, San Costanzo, Orciano, Barchi, Fratterosa, Mondavio, Urbino, Fermignano.

Bianchello d’Autore
L’idea di un’unione tra le cantine del Metauro nasce spontaneamente a seguito dei numerosi incontri casuali che vedevano protagonisti i produttori del territorio. Si è venuto a creare, nel tempo, un rapporto di equità e amicizia che ha favorito tra di loro la creazione di un’alleanza, piuttosto che di una concorrenza. Sono nove le cantine che si sono riunite, con il sostegno dell’Istituto marchigiano tutela vini, e si sono trovate concordi su un principio: «Esiste un solo prodotto, il Bianchello del Metauro, e un’idea unica da portare avanti: quella di promuoverlo in quanto risultato di un lavoro e di una passione che accomuna tutti». Il progetto è venuto quasi da sé, impossibile cercare un ideatore, con la disponibilità ad accogliere altri produttori di Bianchello. Le nove cantine sono a conduzione familiare e le poche decine di ettari di terreno, negli anni passati, producevano una quantità di vino che copriva il solo mercato nazionale.
Di recente, tuttavia, c’è stata una crescita esponenziale dei dati relativi all’export. I produttori di Bianchello d’Autore indicano, come tendenza generale, che il 60% viene oggi destinato al mercato locale, un 20% al nazionale e un 20% all’estero (in alcuni casi la percentuale sale anche al 40%, chi esporta meno è al 10%). Lo testimoniano anche i tanti viaggi fatti costantemente fuori dai confini nazionali, e spesso anche europei.



Il Bianchello e il turismo
Molti sono i turisti che apprezzano il nostro paese per le bellezze naturali: una delle idee di questa nuova unione è proprio quella di creare dei percorsi di degustazione (le cantine sono in un raggio di 80 km) anche utilizzando mezzi semplici e molto di moda come la bicicletta. Da Pergola a Fratterosa, proseguendo per Terre Roveresche, Fossombrone, Colli al Metauro, San Costanzo, fino a Fano per terminare a Monteciccardo, l’itinerario offre suggestioni uniche, con un paesaggio unico, dalla collina al mare. A livello regionale gli ultimi dati parlano di un boom per i terreni biologici, che oggi corrispondono al 17,5% del totale, con un aumento del 24% rispetto al passato. Sono tre le cantine di Bianchello d’Autore che producono etichette certificate Biop: Fiorini, Bruscia e Di Sante. In conversione: Cignano, il Conventino, Fattoria Villa Ligi e Terracruda. C’è anche chi ha lanciato e vinto la sfida con un Bianchello di bollicine: tre bottiglie per Bruscia (Conte Giulio, Brù Blanc, Blù Rosè); Di Sante con lo Spumante brut Agape; Fiorini con Fiorini Extra dry; Morelli con due bottiglie, Mòrell Spumante brut metodo classico e Wave Vino Spumante Brut uvaggio di uve Biancame e Falanghina e Cignano uscirà entro l’anno.

Nove produttori con il sostegno di Imt
Ecco chi sono i protagonisti del nuovo Rinascimento del Bianchello: Bruscia, Strada Cerasa 11/a, San Costanzo (brusciavini.it), anno di fondazione 2007. Cignano, località Isola di Fano, Fossombrone (cantinacignano.com), anno di fondazione 1960. Il Conventino di Monteciccardo, via G. Turcato 4, Monteciccardo (conventinomonteciccardo.bio), anno di fondazione 2007. Di Sante, via Antinori 28, Fano (disantevini.it), anno di fondazione 1974. Fiorini, via Campioli 5, Terre Roveresche (fioriniwines.it), anno di fondazione 1900. Mariotti, via delle Cave 3, Colli al Metauro (cantinemariotti.it), anno di fondazione 1930. Morelli, viale Romagna 47/B, Fano (claudiomorelli.it), anno di fondazione 1930. Terracruda, via Serre 28, Fratte Rosa (terracruda.it), anno fondazione 2005. Fattoria Villa Ligi, via Zoccolanti 25/A, Pergola, (villaligi.it), anno di fondazione 1912. L’iniziativa è supportata da Imt.



La prima uscita ufficiale al Festival del brodetto
La prima uscita ufficiale di Bianchello d’Autore è stata in occasione del Festival internazionale del brodetto e delle zuppe di pesce a Fano: ogni sera, subito dopo i cooking show, le nove cantine hanno accompagnato la degustazione del piatto preparato dagli chef sul palco. Bianchello d’Autore, con il sostegno di Imt, si presenta con un’immagine che rappresenta, attraverso i volti dei produttori solenni ed eleganti, il carattere di un vino che, pur essendo già parte della tradizione del territorio, è pronto ad essere nuovamente apprezzato. In evidenza vitigni antichi, legati alle tradizioni ed ai profumi di colline affacciate sul mare, con storie di famiglie e di identità. Vini d’arte che nascono come piccoli capolavori, con una profonda attenzione al biologico e alla natura, in un contesto rurale che potrebbe rappresentare una importante offerta turistica grazie al legame con la tradizione e la storia. Il prossimo appuntamento sarà con il Festival della Cucina Italiana (22-24 settembre a Pesaro), per terminare con il clou con uno speciale evento pre-natalizio.
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Sabato 16 Settembre 2017, 12:34 - Ultimo aggiornamento: 16-09-2017 12:53

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