Respiriani, filosofia di cura anche
nelle Marche con Nicolas Pilartz

Respiriani, filosofia di cura
anche nelle Marche
con Nicolas Pilartz
di Federica Buroni
Una filosofia di vita e di cura del proprio corpo e della propria mente. Sotto ogni punto di vista, cibo in primo luogo. È quella dei respiriani, coloro che praticano alimentazione pranica: nelle Marche è Nicolas Pilartz, 47enne franco-italo-tedesco, il punto di riferimento, con la sua tenda mongola, lo yurta-gher con dentro un solo bollitore d’acqua, a Coccore, vicino a Fabriano, e il suo Pranic world festival, giunto nel giugno 2018 alla terza edizione. Il prana è energia vitale: termine sanscrito che significa vita. Vivere di sola energia vitale. Ecco, allora, la via del risveglio e della purificazione. Nello yoga e nelle tecniche di guarigione indiana indica la capacità di padroneggiare il respiro. E loro, i respiriani appunto, è di questo che vivono. Così almeno affermano con forza. Energia e null’altro. Una filosofia di vita complessa che affonda le sue radici in più culture e che, per alcuni, è diventato uno stile di vita inossidabile. E vera, naturalmente. Un modello che, però, ha anche suscitato polemiche e rimostranze da parte di alcuni esponenti della medicina tradizionale.

L’alimentazione pranica
Se San Francesco resta un cult nel senso della ricerca della povertà in nome della ricchezza interiore, i respiriani volano ancora più in alto. Pilartz non è vegetariano, né vegano. E’ onnivoro. Confessa di «mangiare una volta alla settimana» e di bere poca acqua, vive nella sua tenda mongola come casa e con meno di 200 euro mensili. «Vivo per amore sostenibile, da sei anni faccio alimentazione pranica», ammette. Il quadro è già completo con loro, i respiriani, e il prana. Che è la sostanza stessa della vita ed è presente in tutto ciò che esiste, è energia infinita e universale. «Con l’alimentazione pranica, si mette in atto un nuovo modo di alimentarsi e questo per un tempo non limitato», spiega Nicolas. Questa, insiste, «è la via del risveglio e mi dà tanta pace». Gli step sono successivi ma la premessa è che, per iniziare, «occorre stare in salute». Il resto? Non esiste un manuale ma è tutto in fieri perchè «c’è un percorso di diminuzione del cibo solido e si aumenta quello liquido, l’importante è il peso che deve essere stabile. Il tutto da fare insieme al medico o d un esperto».

Gli step
Si parte con processo dei 21 giorni, in media, spiega Nicolas, «il numero dei giorni necessario per cambiare un’abitudine delle cellule del corpo, al giorno 21 vediamo come si è comportato il corpo, se è stato fatto un digiuno o se ha creato una nuova condizione». Ci sono, quindi, i quattro livelli, Nicolas è al terzo. Il livello 0 è il non essere consapevole della possibilità dell’alimentazione pranica, il livello 1 è l’ essere consapevole della possibilità ma non ha ancora intrapreso il cammino, il livello 2 è quello per cui si è deciso di intraprendere la via dell’alimentazione pranica, il terzo è quello che manifesta lo stato e solo raramente si assumono cibi solidi e liquidi, il livello 4 infine è quello che manifesta lo stato e non si alimenta più attraverso cibi solidi o liquidi.

I paletti del percorso
Nicolas rimette in fila i paletti: «C’è un inizio ma la fine del percorso non c’è. Io, per esempio, mangio una volta alla settimana ma c’è anche chi non mangia più da anni. Quando mangio, mangio di tutto e non ho mai avuto problemi, solo all’inizio perché ero un po’ solo». Ora, «organizzo il festival per scopo informativo, per far conoscere tutto questo. Da quando pratico questa alimentazione, ho creato uno spazio dentro di me, l’alimentazione non ostacola la mia vita interiore. Dormo 3 o 4 ore a notte». Il prana è servito. Beninteso: qui non si parla di semplice digiuno perché «tu lo fai con gioia, benessere ed armonia».



L’energia che infonde più vitalità e vigore
Prana è vita ma anche respiro e spirito. Secondo gli induisti, tutti gli esseri viventi sono dotati di prana la cui conservazione deriva dal corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche, emotive e fisiologiche necessarie al mantenimento armonico dell’equilibrio interiore. Secondo questa filosofia, uno dei modi più evidenti attraverso cui gli esseri viventi ottengono prana è dato dalla respirazione che veicola, oltre all’ossigeno, anche la vitalità che traiamo dall’aria. Nell’ambito della medicina naturopatica ed esoterica, si sostiene l’importanza del prana inteso come quel tipo di energia vitale più prossimo al livello fisico, la cui funzione consiste nell’infondere vitalità e vigore all’organismo. Insieme all’energia originaria ereditaria, e a quella intersessuale, va a costituire la forza vitale complessiva dell’essere umano, conosciuta nella medicina cinese tradizionale come Ki. Essendo la più vicina al corpo, è meno sottile di altre forme di energia vibrazionale.
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Martedì 3 Luglio 2018, 13:18 - Ultimo aggiornamento: 03-07-2018 13:18

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