Incassa per 5 anni la pensione dell'anziana zia morta all'estero: denunciato, dovrà restituire 35mila euro

Venerdì 31 Gennaio 2020
Sant'Angelo in Vado, incassa per 5 anni la pensione dell'anziana zia morta all'estero: denunciato, dovrà restituire 35mila euro

SANT’ANGELO IN VADO - Il personale della Polizia di Stato del Commissariato di Urbino ha smascherato e denunciato una persona accusata di aver indebitamente beneficiato dell’assegno sociale di una donna di nazionalità argentina deceduta da oltre 5 anni in Sud America, accreditata su un conto corrente intestato alla stessa ed appoggiato presso una banca di Sant’Angelo in Vado

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Protagonista di questa storia inverosimile uno straniero, parente alla lontana della donna, che incassava l’assegno sociale mensile non avendo mai provveduto, né lo stesso né altri, a comunicare all’Inps l’avvenuto decesso della donna. Il primattore di questa “storia sbagliata” è stato rinviato a giudizio con l’accusa di truffa aggravata ai danni del Inps (art. 640 del c. p.). Tutto è cominciato con una meticolosa ragnatela di accertamenti presso il Commissariato in materia di immigrati, di permessi di soggiorno e colleganti con gli Uffici Anagrafe, fino a che dai controlli è emerso che un individuo movimentava del denaro ogni mese in un c/c intestato ad un’altra persona che ne era titolare. Una signora si era trasferita dall’Argentina a Sant’Angelo in Vado dove con ogni probabilità, vista la comunità vadese al Mar del Plata, aveva dei parenti. Nel 2007 aveva chiesto una pensione sociale perché presentava tutti i requisiti giusti per ottenerlo. Poi, la signora nel 2013 ha fatto ritorno in Argentina. Non avendo più la territorialità italiana, l’assegno di 649 euro mensili non le sarebbe più spettato né esserle corrisposto per l’avvenuta insufficienza di requisiti. Prima di partire, però, ha nominato come fiduciario il lontano parente con delega alla gestione del c/c sul quale veniva accreditato l’assegno sociale, forse pensando di poter un giorno tornare a Sant’Angelo in Vado. Nonostante la morte della donna, avvenuta nel 2014, per più di 5 stagioni l’uomo ha percepito la pensione della zia andando ogni primo del mese a ritirarla in cassa sfruttando appieno circostanze favorevoli tra cui la scarsa attenzione e applicazione di regole precise dell’istituto bancario stesso. Nessuna prova che il protagonista della truffa girasse soldi alla signora. Tutt’altro. L’uomo si è appropriato indebitamente di più di 35.000 euro. Proprio a fine 2019 è stato sorpreso in flagranza, dall’ingegnoso personale della Polizia del Commissariato di Urbino, appena uscito dalla banca con i soldi. 
 

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