Moglie violentata e picchiata anche con le forbici: marito e padre orco alla sbarra

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Luigi Benelli
Fano, moglie violentata e picchiata anche con le forbici: marito e padre orco alla sbarra

FANO - Un incubo vissuto tra le mura domestiche. E che ora è arrivato nella camera di consiglio di palazzo di giustizia di Pesaro. Una storia di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Per la prima volta l’associazione Gens Nova si costituisce parte civile in un processo a Pesaro.

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Ieri mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare è stato scelto il rito abbreviato, che verrà discusso il 10 novembre dopo l’escussione della vittima di violenza. Lei ha 32 anni e da 4 è sposata con un 38enne, sono entrambi marocchini e vivono a Fano. Dalla loro relazione sono nati due bimbi, uno ora di 4 anni e l’altro di 2. Il capo di imputazione è pesante: maltrattamenti in famiglia con atti lesivi, violenza sessuale, minacce e condotte tali da provocare umiliazione e mortificazione nei confronti della moglie.
 
Un clima tale da diventare invivibile, “improntato alla violenza e all’abbandono materiale della moglie e del figlio”. Secondo l’accusa il marito non provvedeva economicamente alla famiglia, tanto che la donna sarebbe dovuta ricorrere all’aiuto della Caritas per il sostentamento.
Tra gli episodi contestati anche la violenza sessuale che la donna avrebbe subìto in macchina, dopo che lui l’aveva minacciata e colpita con il cellulare all’occhio, tanto da farle riportare un vistoso ematoma. Lei aveva chiesto la separazione, lui l’aveva violentata.
Le minacce e gli insulti erano una costante. Il culmine in un viaggio in auto a Bologna. «Adesso vedrai cosa fa questa auto» avrebbe detto prima di scagliarsi “volontariamente e violentemente” contro il guard rail. Intervenne la polizia: moglie e figlio furono ricoverati in ospedale e tornarono in treno.
Violenze continuate anche davanti al figlio che accorreva in aiuto della madre durante un’aggressione in casa a febbraio scorso. L’uomo avrebbe rivolto alla donna frasi come: “Ti butto dalla finestra” prima di prendere e trascinare la moglie per i capelli. Sempre in quell’occasione aveva colpito la moglie con forbici e cacciavite (prognosi 30 giorni). Qui si è incardinato il processo. Lui fu arrestato e ora è ai domiciliari in un’altra abitazione.
Episodi che per l’accusa hanno portato “terrore” nel figlio e “inermità e sofferenza nella moglie”.
Ieri mattina l’avvocato Christian Guidi si è costituito parte civile nel processo, a difesa della donna e dei figli. Visti i gravi danni psicologici e fisici alla donna e nella prospettiva di intraprendere percorsi educativi e psicoterapeutici, la richiesta di risarcimento della parte civile è di 100.000 euro.
La discussione il 10 novembre
Ma accanto alle vittime si è costituita parte civile anche l’associazione Gens Nova rappresentata dall’avvocatessa Maria Rosa Conti. L’obbiettivo dell’associazione è «promuovere il riconoscimento dei diritti umani e civili con particolare riferimento a quello delle donne, dei minori, e di tutti quei soggetti che sono vittime di persecuzioni, di violenze e discriminazioni per ragioni di sesso, orientamento sessuale o altre forme di discriminazione». Il 10 novembre la discussione e la sentenza con rito abbreviato. A difendere l’imputato l’avvocato Carmine Maione. A rappresentare l’accusa la pm Silvia Cecchi.

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