Il governatore Acquaroli: «Necessario tornare in classe ma senza sfidare il Covid». La data possibile

Sabato 27 Marzo 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Il governatore Acquaroli: «Necessario tornare in classe ma senza sfidare il Covid». La data possibile

ANCONA -. Un’altra settimana in rosso. Questa è l’unica certezza per il futuro prossimo delle Marche in piena pandemia da Covid. Poi dal 7 aprile, quando le misure del primo decreto Draghi dovranno essere riviste, si potrebbe anche sperare di tornare in arancione.

 

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Tre settimane di stretta stanno iniziando a dare qualche risultato e persino il governatore Francesco Acquaroli si sbilancia al termine di un’altra giornata di fuoco trascorsa fra incontri con gli esperti della sanità e al telefono con il ministro Speranza: «La prossima settimana saremo ancora in zona rossa - ha ufficializzato il presidente - e lo resteremo fino al 6, secondo le misure dettate dal decreto Draghi. Cosa accadrà dopo? Mi auguro che le Marche tornino in arancione». 


I provvedimenti
Un cambio di colore che vale doppio, visto che il governo ha confermato ieri la linea del massimo rigore anche dopo Pasqua decidendo però di investire il «tesoretto» garantito dai primi segnali di inversione della curva sulla scuola: si tornerà in presenza fino alla prima media nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori. Un piano che però non convince completamente il presidente Acquaroli, che mette le mani avanti: «È ancora presto per dirlo con certezza, ma se dovessimo davvero tornare in arancione, potremmo anche pensare di riaprire tutte le scuole, ma di lasciare ancora per qualche giorno in Dad gli studenti di seconda e terza media, così come quelli delle superiori». Obiettivo, sempre parlando per ipotesi: blindare il più possibile il calo dei contagi, rinforzare la zona arancione per tornare tutti in presenza a partire dal 12 aprile. Un piano comunque ancora in embrione, che potrebbe però prevedere lo screening di massa per la popolazione scolastica facendo sempre i conti con la cronica carenza di personale specializzato per una operazione su così vasta scala. 


La stretta del governo
Fino al 30 aprile il governo ha deciso di continuare il divieto di spostamenti tra le regioni, mantenendo anche le saracinesche abbassate per bar e ristoranti. Ma soprattutto di cancellare fino alla fine del mese la zona gialla da tutta Italia, rinviando a data destinarsi la riapertura di palestre, piscine, cinema e teatri. «Le misure adottate finora ci hanno dato un primissimo segnale di rallentamento, ma la situazione è ancora delicata», ha detto ieri il ministro della Salute Roberto Speranza anche durante il colloquio con il governatore Acquaroli. Talmente delicata che è probabile che fino al 30 aprile - quando scadrà lo stato d’emergenza in vigore dal gennaio dell’anno scorso - non cambierà nulla. Sarà quella l’occasione per definire la durata della proroga e un quadro graduale delle riaperture. Intanto ieri sono stati 674 i positivi al Covid rilevati nelle ultime 24 ore nelle Marche su 5.425 tamponi testati. Di questi 243 erano in provincia di Ancona (105 in provincia di Macerata, 243 in provincia di Ancona, 175 in provincia di Pesaro Urbino, 105 in quella di Macerata, 70 in quella di Ascoli Piceno, 56 in quella di Fermo e 25 fuori regione. Casi in diminuzione rispetto alle giornate precedenti dove si sono superati anche i mille positivi in un giorno, mentre è sempre alto il tributo di vittime: 13 i decessi legati al Covid comunicati dal Servizio Sanità della Regione Marche, che fa salire a 2.579 il totale dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Le vittime sono 8 uomini e 5 donne, tra 59 e 95 anni, tutti alle prese con patologie pregresse.

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Ultimo aggiornamento: 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA