Green Pass "allargato", tutti i dubbi del governatore e dei sindaci delle Marche: «Lasciamo fuori i locali, almeno per ora»

Giovedì 15 Luglio 2021
Green Pass "allargato", tutti i dubbi del governatore e dei sindaci delle Marche: «Lasciamo fuori i locali, almeno per ora»

È il tema dei temi. Dopo che il presidente francese Macron ha ordinato il green pass obbligatorio per locali e zone ad alta densità di frequentazione, molti Paesi si stanno interrogando sulla possibilità di attivarlo. L’Italia è tra questi, ieri il ministro Gelmini ha parlato di parere favorevole: «Troveremo una «via italiana a uso ampio». Il governatore delle Marche Acquaroli ha detto di essere «sempre molto cauto rispetto alle libertà personali garantite dalla Costituzione. Ritengo che vadano sempre garantite e che, piuttosto, ci si debba concentrare su protocolli e regole chiare e di buon senso».

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VALERIA MANCINELLI
Sindaco di Ancona

«Io non sono Mancini, questo deve dirlo il Cts. C’è già troppo caos»

No, non ci sta. Valeria Mancinelli sventola con convinzione la bandiera, da troppi abusata, della competenza. «A ognuno la propria», taglia corto la sindaca di Ancona senza mai rinunciare al suo garbo, schietto ed essenziale. 
Ma insomma, cosa ne pensa dell’ipotesi del Green pass per ristoranti e attività sociali calato sul suo territorio? 
«Non si può rispondere random, su tutto, sempre. Non sono un epidemiologo, né tantomeno un ct della Nazionale di calcio, tanto per restare calati nel contesto dell’attualità. Non si può. Ci sono questioni sulle quali devono dare indicazioni il Comitato tecnico scientifico e il governo centrale. Non certo io». 
Proviamo con il cambio d’angolazione. Si sbilancerebbe a dire che i vaccini sono obbligatori o che è una stretta necessaria per evitare la quarta ondata?
«Modificando l’ordine dei fattori il risultato resta identico, mi creda. Non sono un epidemiologo, né il Cts ». 
Della serie: ritenta, sarai più fortunato. C’è stato già un confronto tra voi e le associazioni di categoria del territorio?
«È un confronto inutile perché, torno a ripetere, attendiamo il parere del governo centrale». 
I parametri per i passaggi tra zone colorate andrebbero rivisti? Bisogna cioè contare i ricoverati e non i positivi?
«Mi perdoni, le ribadisco il concetto spostando di un soffio la prospettiva. Non è che tutti i sindaci d’Italia devono dire la loro. Anche se magari qualcuno decide di farlo. Insisto: ci sono precise competenze e c’è chi ha il dovere e la responsabilità di farle valere. C’è già tanta confusione. È ora di finirla».

MATTEO RICCI
Sindaco di Pesaro

«Favorevole per le zone ad alta densità di gente. Per ora non nei locali»

Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci del Pd cosa ne pensa dell’ipotesi Green pass per ristoranti e attività sociali calato sul suo territorio?
«Io sono favorevole al Green pass perché vanno incentivate le vaccinazioni. Le varianti sono un pericolo vero e il vaccino è l’unico antidoto che abbiamo. Partirei però dai luoghi affollati in cui non è possibile mantenere il distanziamento: penso alla movida, alle sere in viale Trieste, nessuno può esserci se non è vaccinato. Nel caso si rivelasse una misura insufficiente allora coinvolgerei i locali».
È come dire che i vaccini sono obbligatori o è solo una stretta necessaria per evitare la quarta ondata? 
«Credo che la vaccinazione sia un dovere etico, morale e civile nei confronti della propria comunità e di chi non può farlo. Per uscire da questo incubo dobbiamo arrivare all’immunità di gregge, la condizione che garantirà sicurezza sanitaria e ripresa economica. Il Green pass non obbliga nessuno ma incentiva la vaccinazione».
C’è stato già un confronto tra voi e le associazioni di categoria del territorio? 
«No a livello locale non c’è stato ancora nessun confronto ma una cosa è certa, l’Italia non può richiudere e noi dobbiamo assolutamente rimanere in zona bianca. Per questo dobbiamo spingere sulle vaccinazioni. E se il Green pass va in questa direzione, ben venga».
I parametri per i passaggi tra zone colorate vanno riviste? Cioè bisogna contare i ricoverati e non i positivi? 
«Sì, certamente vanno cambiati. Oggi il dato che conta è quello dei ricoveri e non certo il numero dei contagiati. Non possiamo rischiare di tornare in zona gialla e c’è anche l’evidenza dell’effetto che le vaccinazioni fanno sulla gravità dei contagi».

SANDRO PARCAROLI
Sindaco di Macerata

«Io dico no, ci sono attività che hanno già sofferto troppo»

Sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, leghista. Cosa ne pensa dell’ipotesi Green pass per ristoranti e attività sociali calato sul suo territorio?
«Si tratta di un’ipotesi che mi auguro non venga applicata anche nel nostro Paese. È importante osservare l’andamento della pandemia cercando di limitare il più possibile i contagi e tenendo ancora la guardia alta ma bar e ristoranti credo abbiano dimostrato il rispetto dei protocolli e penalizzare ulteriormente chi già ha sofferto enormemente in questo anno porterebbe a un aggravamento della crisi sociale ed economica considerando anche che siamo nel pieno della stagione turistica».
È come dire che i vaccini sono obbligatori o una stretta necessaria per evitare la quarta ondata?
«Tutti vogliamo evitare una quarta ondata. Potremmo però individuare altre soluzioni per limitare i contagi come, a esempio, aumentare i controlli e sensibilizzare i giovani sul rispetto delle regole. Nonostante il non obbligo di utilizzo della mascherina all’aperto, comunque, ho potuto notare un costante rispetto delle norme a Macerata».
C’è stato già un confronto tra voi e le associazioni di categoria del territorio?
«Ancora non ci siamo confrontati con le associazioni del territorio sull’ipotesi Green Pass nei bar e ristoranti ma il clima di sinergia e ascolto è costante e continuo, come avvenuto in questi mesi. Siamo pronti a incontrare gli operatori del settore per garantire loro la possibilità di lavorare e, al contempo, la sicurezza di tutti».
I parametri per i passaggi tra zone colorate vanno riviste?
«Credo che un ragionamento in questo senso, che prenda in considerazione le ospedalizzazioni, debba essere fatto soprattutto alla luce degli effetti della campagna vaccinale».

PAOLO CALCINARO
Sindaco di Fermo

«Se salgono i ricoveri sì ma solo nei casi meno fondamentali»

«Un tema delicato»: così il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, vede l’idea Green Pass usato nella modalità Macron. 
Sindaco cosa pensa dell’ipotesi Green pass per ristoranti e attività sociali nel suo territorio?
«Secondo me è prematuro parlarne. Forse è un passo forte, bisogna vedere le ospedalizzazioni, capire se crescono o no. É evidente però che se si riscontreranno problemi, si potrebbe introdurre nelle attività meno fondamentali». 
É come dire vaccini obbligatori oppure una stretta necessaria per evitare la quarta ondata? 
«Non voglio parlare di obbligatorietà. Premetto che non ho mai detto nulla di negativo a chi non si vaccina, io difendo la libertà di scelta. Ci deve però essere consapevolezza delle responsabilità e delle limitazioni che possono esserci in alcune attività del divertimento di massa: sono da considerare nelle decisioni. Se ci devono essere “conseguenze” dovrebbero esserci sugli ambiti più discrezionali senza stravolgimenti sugli stili di vita. Quello che mi lascia perplesso è pensare di mettere il green pass sui trasporti». 
C’è già stato un confronto con le associazioni di categoria del territorio? 
«No, ancora no. Macron ha annunciato l’obbligatorietà in Francia e in un giorno ci sono state un milione di prenotazioni per i vaccini. Bisogna riflettere su questo numero: mi chiedo quanti di questo milione che prima avevano detto no lo avevano fatto per convinzione e quanti lo avevano invece fatto per pigrizia?» 
I parametri per i passaggi tra zone colorate vanno rivisti? Bisogna contare i ricoverati e non i positivi? 
«Sì. I vaccini garantiscono che se si contrae il virus, la malattia non è grave, e si rimane a casa». 

MARCO FIORAVANTI
Sindaco di Ascoli

«Vietato limitare ora i ristoranti. Potrebbe servire per la serie B»

Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli, cosa pensa dell’ipotesi Green pass per ristoranti e attività sociali del territorio?
«Il Green Pass aumenta il controllo. Lo vedo in modo favorevole ma in questo momento non dobbiamo limitare le attività di ristorazione, mentre bisogna utilizzare misure di controllo per cercare di evitare eventuali nuovi contagi. Non servono misure drastiche, ma flessibili. È un’opzione da valutare ma, al momento, non servono misure che possono comportare problemi economici alle attività».
È come dire che i vaccini sono obbligatori oppure è solo una stretta necessaria per evitare la quarta ondata? 
«Sicuramente c’è bisogno di una campagna di sensibilizzazione sui vaccini per cercare di coinvolgere maggiormente la cittadinanza e aumentare il numero di persone vaccinate. Anche questo è un discorso progressivo e non si può puntare il dito su chi ha dei dubbi ma sicuramente serve maggiore informazione sul tema».
C’è stato già un confronto tra voi e le associazioni di categoria del territorio? 
«No, nelle prossime settimane cercheremo di capire insieme gli assetti». 
I parametri per i passaggi tra zone colorate vanno riviste? Ci sarebbe bisogno di contare i ricoverati e non i positivi?
«Credo che bisognerebbe conteggiare i ricoverati. Nelle Marche non abbiamo questo problema perché rimarremo in zona bianca, quindi invito i turisti a venire nella nostra città e e nella nostra regione».
Tra poco più di un mese ripartirà il campionato dell’Ascoli in serie B. Servirà il green pass per andare al Del Duca? 
«Sì. Potrebbe essere utile anche per far cercare di far tornare il pubblico allo stadio».

 

 

 

 

 

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