Vertenza iGuzzini, c’è l’accordo sugli esuberi: confermata la riduzione da 103 a 42

Giovedì 11 Novembre 2021 di Luca Patrassi
Vertenza iGuzzini, c è l accordo sugli esuberi: confermata la riduzione da 103 a 42

RECANATI - Definito l’accordo sulla questione degli esuberi nello stabilimento recanatese della iGuzzini Illuminazione, dal 2019 di proprietà del gruppo svedese Fagerhult. L’incontro dell’altro giorno nella territoriale maceratese di Confindustria ha portato alla definizione dei vari aspetti dell’intesa tra la direzione aziendale e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Ugl, trattativa che si era aperta lo scorso settembre all’indomani dell’annuncio dell’azienda di voler procedere con il licenziamento di 103 addetti. 

 
«L’accordo - hanno rilevato ieri i sindacati in una nota - prevede la riduzione degli esuberi da 103 a 42 unità, la definizione di incentivi alle uscite dei pensionandi e di chi non si opporrà al licenziamento. È già previsto un ulteriore confronto sull’andamento aziendale alla fine del primo trimestre 2022. Seguiranno nei prossimi giorni le assemblee sindacali con i lavoratori».

Dunque accordo chiuso a 42 esuberi, i sindacati non rendono noti i particolari della questione, vale a dire se ci saranno licenziamenti tra i 42 o la partita si definirà con gli incentivi alla uscita dei pensionandi. Secondo il piano triennale aziendale, e secondo le considerazioni espresse dall’azienda, il fatturato a fine 2021 avrebbe dovuto raggiungere i 250 milioni di euro mentre le previsioni parlano di 200 con un fatturato consolidato 2019 di 238 milioni e di 190 nel 2020. Secondo le previsioni il raffronto 2021-2019 dice che il calo del fatturato è del 16%, ricavi in calo di 40 milioni, rispetto al piano industriale triennale secondo l’azienda verranno meno 50 milioni di euro. 

L’azienda scrisse nel settembre di non poter adottare altre procedure, se non il licenziamento, visto che aveva già fatto ricorso al taglio del contratti precari e di apprendistato, utilizzato gli ammortizzatori sociali e fatto ricorso alla Cassa integrazione. Dunque il ricorso ai licenziamenti perché - secondo l’impresa - ulteriori indugi porterebbero perdita di competitività. Ora a distanza di un mese e mezzo dall’avvio della trattativa, arriva l’accordo sulla base di 42 esuberi.

 

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