IGuzzini, la rabbia dei dipendenti: «Nessuno si aspettava i licenziamenti». Adolfo arriva in Maserati ma sceglie il silenzio

Sabato 2 Ottobre 2021 di Luca Patrassi
IGuzzini, la rabbia dei dipendenti: «Nessuno si aspettava i licenziamenti». Adolfo arriva in Maserati ma sceglie il silenzio

RECANATI - Nessun corteo, nessun picchetto, quattro sindacalisti con le bandiere delle varie sigle e un gruppetto di giornalisti locali e nazionali. L’ingresso dello stabilimento di Sambucheto della iGuzzini Illuminazione ieri sembrava quello di una giornale normale di lavoro, per quanto possa definirsi normale una giornata che segue la diffusione della notizia dell’avvio delle procedure di licenziamento per 103 lavoratori. 

 

Il paradosso

In mattinata si sono visti quattro sindacalisti con le bandiere di riferimento, giornalisti e troupe televisive locali e nazionali. Si sono registrate anche un paio di situazioni in apparenza paradossali. Passa un’auto, il conducente si ferma e chiede agli astanti all’esterno: «Scusi, dove si entra per presentare la richiesta di lavoro?»: un attimo di smarrimento, si pensa a una provocazione ma è realmente uno che ha scelto la giornata di ieri per presentare il proprio curriculum alla iGuzzini. Non è finita, arriva anche la Maserati di Adolfo Guzzini che rallenta, scruta i presenti ma non risponde alle chiamate ed entra in quella azienda, di cui è stato proprietario fino al 2019 e dai cui ruoli operativi è uscito nell’agosto scorso pur mantenendo una partecipazione azionaria nel gruppo svedese che è subentrato. 

L’assemblea

Guzzini ieri aveva dichiarato di essere fuori dall’azienda e di non voler commentare la vicenda, pur ribadendo di credere nel futuro dell’azienda. I sindacati hanno scelto una linea molto soft, poco più esposta del silenzio che era regnato per alcuni giorni. Davanti all’ingresso della fabbrica ci sono i rappresentanti locali di categoria di Cisl, Cgil e Ugl, pur in presenza di una vertenza che da un paio di giorni sta facendo discutere anche i media nazionali. I sindacalisti dicono di voler attendere l’assemblea del personale convocata in due turni (gli addetti recanatesi della iGuzzini Illuminazione sono 730) per il prossimo cinque ottobre e l’incontro del 7 ottobre con la direzione aziendale. Fino ad allora la consegna sembra essere quella di una linea morbida, in attesa appunto degli eventi. La posizione dei sindacati è sostanzialmente univoca, anche se alcuni danno per ineluttabili i tagli al personale e la Cgil dice che il primo passo per discutere con l’azienda deve essere il ritiro della procedura. Per la Cisl c’era il delegato provinciale di categoria Giuliano Caracini: «L’azienda - rileva Caracini - lamenta un calo di fatturato, c’erano stati dei segnali, come il ricorso alla Cassa integrazione dal marzo 2020, che avevano fatto pensare a un piano di riorganizzazione, ma non ci aspettavamo ora la procedura per i licenziamenti. Il nostro impegno è evidentemente quello di riuscire ad individuare ulteriori strumenti utili a salvaguardare i lavoratori come la cassa integrazione e la solidarietà. Di sicuro l’obiettivo è garantire l’occupazione in un territorio il cui tessuto sociale è indebolito».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA