Volontario della Croce Rossa stroncato da un malore in casa. Suo figlio è un giocatore della Lube

Giovedì 25 Marzo 2021 di Chiara Marinelli
Jacopo Larizza

POTENZA PICENA - Tragedia in casa, muore volontario della Croce Rossa. La vittima è Umberto Larizza. Aveva 64 anni ed era il padre di un giocatore della Lube Volley, Jacopo Larizza. La tragedia è avvenuta nel pomeriggio di ieri, all’interno dell’abitazione di via Regina Margherita a Porto Potenza, dove Umberto Larizza viveva. L’allarme è scattato poco dopo le 16, quando il sessantaquattrenne era atteso in Croce Rossa per un servizio e per incontrarsi con il presidente, Matteo Carlocchia. 

 


Non vedendolo arrivare ed essendo Umberto Larizza una persona molto precisa e puntuale, il presidente dell’associazione si è subito allarmato, temendo fosse successo qualcosa. Ed è stato lui, insieme ad alcuni militi, a trovarlo poco dopo, oramai senza vita, nel suo appartamento, dopo che i vigili del fuoco hanno aperto la porta. «Alle 16 doveva venire in sede – ha raccontato Matteo Carlocchia –. Lo aspettavo, era il mio “braccio destro”. Così con l’ambulanza abbiamo raggiunto la sua abitazione, dopo averlo chiamato più volte al telefono senza avere alcuna risposta. A casa non rispondeva nessuno. Sono arrivati anche l’automedica del 118 e i vigili del fuoco.

Quando siamo entrati lo abbiamo trovato riverso a terra, sul pavimento della camera da letto. Era vestito, pronto per uscire. Accanto a lui la divisa della Croce Rossa». A nulla, purtroppo, sono serviti i soccorsi. Per lui non c’è stato nulla da fare. L’uomo è stato ucciso da un malore che non gli ha lasciato scampo. Il medico non ha potuto fare altro che costatare il decesso. Sul posto sono arrivati i carabinieri per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo, il medico legale per le formalità di rito e i familiari, tra i quali il figlio Jacopo Larizza, 23 anni, centrale della Lube, che proprio in quel momento si stava allenando con la squadra. Sono addolorati e sotto choc i volontari della Croce Rossa che avevano avuto modo di lavorare fianco a fianco con Larizza e ne avevano apprezzato le doti professionali ed umane. «Umberto stava nell’associazione da due anni, era una persona di fiducia, per noi si occupava dei rapporti con le banche, che era il suo lavoro anche se stava per andare in pensione», ha raccontato il presidente della Croce Rossa. 


«Un volontario - prosegue il presidente dell’associazione - che si è sempre speso per gli altri, si dedicava all’associazione dalla mattina alla sera, portava anche le paste per la colazione. Per noi è un duro colpo, un fulmine a ciel sereno. Era stato male in passato, ma ora era in salute, amava molto passeggiare e andava sempre a fare la spesa a piedi».

 

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