Inchiesta Cala Maretto, dai cassonetti irregolari alla maxi multa evitata per il tonno scaduto: le intercettazioni degli indagati

Dai cassonetti irregolari alla maximulta evitata per il tonno scaduto: le intercettazioni nell'inchiesta Cala Maretto
Dai cassonetti irregolari alla maximulta evitata per il tonno scaduto: le intercettazioni nell'inchiesta Cala Maretto
di Benedetta Lombo
4 Minuti di Lettura
Venerdì 2 Dicembre 2022, 01:30 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 07:56

CIVITANOVA - «Allora, guarda, purtroppo, oggi ho avuto due segnalazioni, una anche di un consigliere comunale relativa ai cassonetti che voi quotidianamente tutte le sere lasciate fuori sopra i marciapiedi, scolano, e hanno fatto due segnalazioni alla polizia locale». Inizia così la telefonata che l’assessore con deleghe alla sicurezza e cura urbana del Comune, Giuseppe Cognigni, il 5 luglio 2021 ha fatto a Mauro Raschia, all’epoca gestore del Cala Maretto per avvisarlo del controllo che avrebbe fatto fare alla polizia locale e che gli è costata l’iscrizione sul registro degli indagati per il reato di rivelazione di segreti d’ufficio. 

L'assessore al gestore del locale: «Non ti voglio sanzionare»


«Io sono fortemente in difficoltà – continua l’assessore – c’ho anche delle foto ti giro, eh. Che poi dopo voi non pulite, e lì la gente cammina a piedi è tutto attaccaticcio. “Come mai non li sanzionate?”, ci chiedono di intervenire e sanzionarvi. E io lo devo fare. Quindi, o i cassonetti non me li metti più fuori ti giro le foto eh». Raschia: «Io eh» e Cognigni aggiunge: «Io adesso farò un’ordinanza». Raschia risponde che se i cassonetti li tiene dentro «non me li prendono nessuno, che devo fare?». «Mauro tu c’hai tutte le ragioni possibili e immaginabili – gli risponde -, ma io, credimi, sono in difficoltà (…) Io ti ho chiamato perché domani. La Cammertoni (comandante della polizia locale, ndr) domani deve fare per forza il servizio. Ma non a te, eh. Guarda per esempio abbiamo fatto i marciapiedi nuovi vialetto nord e vialetto sud; ci sono due gelaterie, un kebabbaro». Raschia assicura che avrebbe fatto lasciare i cassonetti dentro e Cognigni risponde: «Bravo. Io non ti voglio sanzionare Mauro». «No, no, lo so, lo so. Li faccio lasciare dentro, dai», risponde Raschia

Nelle carte dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza di Civitanova e coordinata dal pm Claudio Rastrelli ci sono anche altre intercettazioni che sono costate a tre militari della Capitaneria di porto (il maresciallo Pasquale Catapano e gli ispettori Michele Bottoni e Sharon Iuliano), le accuse a vario titolo di abuso d’ufficio e falso.

Era il 24 settembre 2020 quando gli ispettori avevano fatto un controllo al Cala Maretto trovando un trancio di tonno sottovuoto scaduto tre giorni prima. Raschia era a Milano per lavoro, lo chiama un dipendente per avvisarlo che i militari stavano per fare una sanzione di 10.000 euro e gli chiede di chiamare Catapano.

I controlli e il trancio di tonno scaduto: «Vai tranquillo, non ti preoccupare»

Raschia risponde che era appena stato trasferito a Porto San Giorgio e il dipendente: «Porco (impreca) tutto quella roba che ha mangiato… niente?». Raschia prova a chiamare il maresciallo che non risponde, dopo pochi minuti è Catapano a richiamarlo: «Stai tranquillo! Non ti preoccupare! C’ho parlato!». E poi: «Io allora sto a San Giorgio ma», le voci si accavallano Raschia gli dice: «Lo so, lo so, io infatti, guarda lo sai, cerco di non disturbarti mai anche per quella cosa lì che mi avevi detto, io proprio… lo sai sono…» e Catapano: «Stai tranquillo! Non ti preoccupare! Il ragazzo che è venuto è bravissimo… eh… eh…». Raschia sottolinea che gli hanno trovato solo un trancio scaduto. Catapano gli risponde: «“Pasquà c’ho solo questo!” e ho detto: “Lascia stare!” gli ho detto. Anche perché quello… teoricamente deve riportarlo alla ditta… ma vai tranquillo Mauro! Non ti preoccupare».

Chiudono e il dipendente richiama Raschia che lo rassicura: «Mi ha richiamato Pasquale, ha detto adesso fa cancellare… e quel prodotto si restituisce all’azienda. Qualcosa non so… se s’inventa qualcosa». Alla fine dal controllo risulterà che tutto era regolare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA