Inchiesta sullo chalet Cala Maretto: tra i sei indagati un assessore e tre militari. Ecco chi sono

Inchiesta sullo chalet Cala Maretto: ecco chi sono le sei persone indagate dalla Finanza
Inchiesta sullo chalet Cala Maretto: ecco chi sono le sei persone indagate dalla Finanza
di Benedetta Lombo
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 03:55 - Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 09:31

CIVITANOVA -  Indagano sui flussi finanziari sospetti della Srl che gestisce lo chalet Cala Maretto e intercettano l’assessore alla Sicurezza e un sottufficiale della Capitaneria di Porto.

Si è chiusa nelle scorse settimane l’indagine della Compagnia di Civitanova della Guardia di finanza che vede sei persone indagate: i due amministratori della Cala Maretto srl Mauro Raschia, 34 anni di Civitanova, e Valerio Merolla, 39 anni di Sant’Elpidio a Mare (per appropriazione indebita); l’assessore alla Sicurezza del comune di Civitanova Giuseppe Cognigni, 59 anni (per rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio), e tre militari della Capitaneria di Porto, il sottufficiale Pasquale Catapano, 47 anni e gli ispettori Michele Bottoni, 36 anni e Sharon Iuliano, 27 anni (a vario titolo per abuso d’ufficio e falsità ideologica).


L’inchiesta

Le indagini dei militari delle Fiamme gialle guidati dal capitano Tiziano Padua erano partite nel 2020. I finanzieri, coordinati dal pubblico ministero Claudio Rastrelli, hanno effettuato intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisito e analizzato una corposa documentazione contabile, amministrativa e finanziaria e assunto informazioni da persone in grado di riferire circostanze utili ai fini delle indagini. In merito ai due amministratori del Cala Maretto, succedutisi nel tempo, avrebbero riscontrato un abituale ricorso ai conti societari per l’effettuazione di spese del tutto personali concernenti, ad esempio, la prenotazione di diversi soggiorni in hotel di lusso durante le festività natalizie, o per la disposizione di frequenti prelevamenti di denaro contante senza una giustificazione correlata alla gestione dell’impresa. 


Gli investigatori


Secondo gli investigatori si sarebbero appropriati indebitamente di 88.915 euro della società, depauperando il patrimonio societario a scapito dei creditori e dei lavoratori dipendenti. Così, alla luce del quadro indiziario delineato dalle Fiamme gialle, su richiesta del pm, il gip ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma oggetto di appropriazione indebita (è stata sottoposta a sequestro una polizza vita dal controvalore attuale di 280.000 euro sottoscritta da uno dei due amministratori).


Mentre i finanzieri indagavano sui movimenti finanziari della società avrebbero rilevato anche altre presunte irregolarità compiute da quattro funzionari pubblici. L’assessore Cognigni avrebbe detto a Raschia di aver ricevuto esposti a suo carico e anticipandogli che avrebbe mandato la polizia locale a fare controlli anche al suo locale, lo avrebbe invitato a non lasciare più i cassonetti dell’immondizia fuori dal ristorante, tanto che quando la polizia effettuò i controlli trovò il Cala Maretto in regola, altri esercizi commerciali no. In merito alla Capitaneria di Porto, gli inquirenti avrebbero accertato che durante un controllo effettuato dagli ispettori Bottoni e Iuliano al Cala Maretto Raschia avrebbe chiamato Catapano che a sua volta avrebbe telefonato ai colleghi affinché non contestassero le irregolarità emerse (avevano trovato un trancio di tonno sottovuoto scaduto tre giorni prima). I colleghi non contestarono la sanzione amministrativa (che va da 5.000 a 40.000 euro) concludendo il controllo con esito regolare. Tutti gli indagati respingono le accuse.


 

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