Grande festa al Teatro dell'Aquila per i cavalieri della Repubblica: «I nostri angeli custodi nell’anno più buio»

Giovedì 3 Giugno 2021 di Francesca Pasquali
Grande festa al Teatro dell'Aquila per i cavalieri della Repubblica: «I nostri angeli custodi nell anno più buio»

FERMO - Ha riacceso le luci il Teatro dell’Aquila. Tricolore in bella mostra sul palco e platea gremita per la festa del 2 Giugno. Facce emozionate e parole di ringraziamento per i diciassette nuovi 17 cavalieri della Repubblica e per il nuovo ufficiale. La mattinata di celebrazioni è partita dal Duomo, con la messa officiata dall’arcivescovo Rocco Pennacchio. Imponente lo schieramento di autorità e di forze dell’ordine. Tante le fasce tricolore presenti.

 

La cerimonia è proseguita con l’alzabandiera, la corona d’alloro deposta davanti al monumento ai caduti e l’esibizione al violino degli studenti della scuola media Betti, al Girfalco. Il corteo s’è poi spostato in piazza, per l’omaggio alla targa del 2 Giugno, sulla facciata del palazzo comunale. Per poi convergere in teatro per la consegna delle onorificenze.


I riconoscimenti sono stati effettuati «basandoci esclusivamente sul merito, perché l’Italia può ripartire solo se si riparte dal merito, e loro hanno dimostrato, con sforzo e sacrificio a ogni livello, di riuscire ad aiutarci in questa opera di ripresa e resilienza», ha spiegato, rivolta ai premiati, il prefetto Vincenza Filippi. Che ha ringraziato «gli angeli custodi che ci hanno assistito con utili consigli». E s’è detta «fiduciosa che, con l’aiuto delle istituzioni, il distretto fermano riuscirà a riprendersi, perché è un’eccellenza». Medaglie d’onore per Umberto Cappella e Giovanni Quintili, ritirate dai familiari dei due ex deportati nei lager nazisti. Il primo, di Sant’Elpidio a Mare, c’è rimasto dal 9 settembre del ‘43 al 3 febbraio del ‘44. Il secondo, di Montegranaro, dal 9 settembre del ’43 al 1° aprile del ’45. È stato nominato ufficiale della Repubblica Serafino Dell’Avvocato. L’ex comandante del Norm di Fermo, oggi in forza ai carabinieri di Macerata, nel 1992 aveva già ricevuto un altro riconoscimento per aver contribuito a recuperare, a New York, dopo sei anni di ricerche, un’epistola di Cristoforo Colombo, trafugata dalla biblioteca di Fermo.


Otto i fermani tra i nuovi cavalieri della Repubblica. I primari dell’ospedale Murri Giorgio Amadio Nespola (Malattie infettive) e Luisanna Cola (Anestesia e Rianimazione), l’ex direttrice medica ospedaliera Fiorenza Anna Padovani, l’ex primario di Cardiologia Domenico Gabrielli, il primario di Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica dell’ospedale di Ascoli, Claudio Angelini, e il vigile del fuoco Luigi Donzelli. Fermani anche due dipendenti della Prefettura che sono stati insigniti ieri: il funzionario economico-finanziario Gianluca Martini e l’assistente amministrativa Argentina Cifani. Commossa, la Filippi ha consegnato la pergamena alla figlia di “Tina”, che l’ha ritirata al posto della mamma rimasta a casa. «Mi ha accolta quando sono arrivata in questo territorio, dimostrando un’abnegazione eccezionale. Questo è il primo 2 Giugno che non fa con noi», ha detto la Filippi, trattenendo a stento le lacrime.

Tre gli insigniti di Porto Sant’Elpidio: il direttore del Dipartimento di prevenzione e primario del reparto di Igiene degli alimenti e Nutrizione, Giuseppe Ciarrocchi, il caposala di Malattie infettive Giampietro Beltrami e il volontario dell’Avis, con più di 130 donazioni all’attivo, Giuseppino Iena. Tre anche i nuovi cavalieri di Montegranaro: il primo oboe dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, Francesco Di Rosa, il presidente dell’associazione L’Abbraccio, Luciano Pini, e Giuseppe Tappatà, richiamato in servizio all’ospedale di Macerata dopo essere andato in pensione. Per Porto San Giorgio i riconoscimenti sono andati all’imprenditore pastaio Paolo De Carlonis e alla ginecologa Loredana Martellini mentre a rappresentare l’area montana è stata l’amandolese Sandra Rafaiani, coordinatrice infermieristica del pronto soccorso del Murri.

 

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