Fermo, caos sull'autostrada A14, industriali beffati: «Pochi fondi e nessun progetto»

Venerdì 10 Luglio 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, caos sull'autostrada A14, industriali beffati: «Pochi fondi e nessun progetto»

FERMO - Che il caos sull'autostrada A14 non sia più soltanto un problema locale è ormai chiaro come il sole. Il collo di bottiglia tra Porto Sant’Elpidio e San Benedetto spacca letteralmente in due l’Italia, con devastanti ripercussioni sull’economia. Il territorio non ne può più. Chiede interventi incisivi e rapidi, ma la regione sembra destinata a restare indietro, immersa in una melma di pastoie burocratiche e promesse non mantenute.



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«Le Marche sono state appena sfiorate dalle opere del “Decreto semplificazioni”. Un decreto che, per quanto riguarda il piano delle infrastrutture “Italia veloce”, non avrebbe nemmeno la copertura necessaria e che, pertanto, potrebbe essere la premessa di ulteriori cantieri, con un inizio, ma senza una data certa di conclusione dei lavori», sbottano gli industriali, che hanno preso carta e penna e scritto a Governo e Regione.
 
Le firme
La missiva è a firma del presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani, e dei presidenti dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Ascoli e Fermo, Massimo Ubaldi e Stefano Violoni. «Viviamo in uno stato di precarietà – si legge in un passaggio – che, senza interventi urgenti, saremo costretti a sopportare non sappiamo per quanto altro tempo ancora. È arrivato il momento che lo Stato prenda atto non più solo dei benefici, ma anche e soprattutto della priorità che l’arretramento dell’A14 ormai riveste per il territorio, rendendolo finalmente connesso al resto d’Italia e garantendo sicurezza a tutto il suo carico di persone e merci che oggi è costretto a sopportare».
La strategia
L’arretramento autostradale è un vecchio cavallo di battaglia degli industriali, rispolverato nel mezzo dell’emergenza. Spostare l’autostrada verso l’interno – il ragionamento – libererebbe l’attuale A14, consentendo la creazione di una bretella dove deviare il traffico pesante della Statale. L’intervento decongestionerebbe il litorale, «restituendo alle città e ai borghi che attraversa tutta la sicurezza e la salute che residenti e turisti meritano». A sostegno della tesi, gli industriali portano i dati. Quelli dell’Istat, sugli incidenti sulle strade dell’Ascolano. Dicono che quattro persone su mille sono a rischio sinistro, mentre sei su mille potrebbero restare ferite. Numeri che piazzano la provincia più a sud delle Marche all’undicesimo posto in Italia per rischio di incidenti e all’ottavo per rischio di farsi male in strada. Le altre quattro province sono tutte entro il trentottesimo posto. «È arrivato il momento – incalzano Mariani, Ubaldi e Violoni – di ridurre drasticamente il gran numero di sinistri che coinvolgono mezzi pesanti e veicoli, in particolare da Porto Sant’Elpidio a Pescara, cerniera fondamentale tra il nord e il sud d’Italia, ma ormai sottoposta a un carico eccessivo rispetto alla sua progettazione».
I fondi
«Per questo – proseguono –, riteniamo fondamentale che vengano individuate ulteriori risorse per il completamento della terza corsia dell’A14 o, meglio ancora, per il suo arretramento e per il potenziamento della parallela rete ferroviaria». La pazienza è finita e Confindustria batte i pugni. «Siamo un popolo resiliente – il succo del discorso –, ma dopo gli eventi sismici e le recenti crisi internazionali, non possiamo più attendere promesse di investimenti infrastrutturali, senza che le conseguenze diventino irrimediabili per il nostro tessuto sociale ed economico». Per le infrastrutture locali, gli industriali propongono «un nuovo e diverso modello, che garantisca lo sviluppo dei territori in maniera omogenea, consentendo a tutti di poter circolare con tempi di percorrenza degni per una società moderna e civile». Intanto, il territorio tende l’orecchio ad Avellino. È atteso, infatti, a giorni il responso della orocura campana sui dissequestri dei viadotti Vallescura (tra Porto Sant’Elpidio e Fermo) e Santa Giuliana (a Massignano).
L’iter
Martedì scorso, Autostrade per l’Italia ha presentato al gip l’istanza di dissequestro, avallata dall’ok del Ministero delle infrastrutture sui progetti definitivi per sostituire i guardrail lungo i due viadotti. Dove, se la Procura non si opporrà, tra qualche giorno si potrebbe tornare a circolare su due corsie ristrette. Una boccata d’ossigeno per il sud delle Marche, che incrocia le dita.

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