Scatta la maxi chiusura Covid a scuola: a casa più di 200 ragazzi

Martedì 3 Novembre 2020 di Francesca Pasquali
Sant'Elpidio a Mare, scatta la maxi chiusura Covid a scuola: a casa più di 200 ragazzi

SANT'ELPIDIO AMARE - Stop alle lezioni per undici classi e più di 200 studenti di Sant’Elpidio a Mare. Il sindaco Alessio Terrenzi ha disposto la chiusura di tutta la scuola dell’infanzia di Castellano, della 3C della primaria Capoluogo.

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Ma anche di sei classi della media Capoluogo (1A, 2A, 1B, 2B, 3B, 3C) «per consentire al Dipartimento della salute pubblica dell’Area vasta 4 di operare un censimento delle positività accertate e il necessario “contact tracing”, al fine di disporre ogni eventuale provvedimento di competenza».

 

La segnalazione

Tutto è partito da una segnalazione della preside dell’Isc, relativa alla presenza di contagi in alcuni plessi, dove erano risultati positivi diversi tamponi fatti privatamente. Esito che avrebbe dovuto far scattare la profilassi e la messa in quarantena delle classi. Ma i tempi di reazione dell’Area vasta 4, oberata di lavoro e sotto pressione, non sono stati fulminei. Da qui l’ordinanza “preventiva” da parte del sindaco, la chiusura della prima scuola della provincia e di altre sette classi. «Si tratta – spiega Terrenzi – di un provvedimento contingibile e urgente che non riguarda decisioni in merito a eventuali disposizioni di quarantena delle classi interessate, che è di esclusiva competenza dell’Asur».

I particolari

Significa che gli studenti non sono (ancora) stati messi in quarantena. La decisione spetta, infatti, al Dipartimento di prevenzione della stessa Area vasta che copre il territorio della provincia fermana. Nel frattempo, per sicurezza, gli alunni resteranno a casa «fino a diversa disposizione». «Aspettando le risposte dell’Asur – spiega ancora il sindaco –, c’era il rischio che il contagio si diffondesse. Così, in collaborazione con la preside, ho deciso di chiudere le classi, per le quali sarà attivata la didattica a distanza. Capisco che è una decisione che potrà creare qualche disagio alle famiglie, ma l’ho presa per la sicurezza dei loro figli». Due classi chiuse anche a Montegranaro, dopo che due alunne della scuola media sono risultate positive. Il provvedimento, per la 1D (plesso Itc), è scattato sabato scorso, per la 1C (padiglione C), ieri. «Vista la rapida crescita dei contagi sul territorio comunale – fa sapere a sua volta la sindaca Ediana Mancini –, la raccomandazione di assumere tutte le precauzioni è sempre più forte. Evitiamo spostamenti non necessari, osserviamo le misure del distanziamento e della protezione con la mascherina e proteggiamo le nostre famiglie, all’interno delle quali si stanno

Le fragilità

Il pensiero va soprattutto ad anziani e malati, i più fragili di fronte alla pandemia, verso i quali la sindaca chiede «di prestare particolare attenzione, al fine di proteggerli dalla trasmissione di questa malattia». Per precauzione, ieri, la sindaca ha anche disposto la chiusura temporanea della biblioteca comunale Conti. Stesso provvedimento è stato preso dal Comune di Porto San Giorgio, dove la biblioteca comunale Pieri sarà inaccessibile per tutta la settimana. Intanto, con l’aumento delle classi in quarantena e le scuole superiori in didattica a distanza, si torna a parlare di rimborso degli abbonamenti dei bus. La Regione sta ragionando su alcune misure di ristoro, in collaborazione con le aziende del trasporto pubblico locale. «Purtroppo – spiega l’assessore ai Trasporti, Guido Castelli –, la seconda ondata dei contagi ci ha imposto l’adozione di misure di cautela che hanno ulteriormente ridotto l’utilizzo del trasporto pubblico. Questo scenario ci impone di ristorare le famiglie che si trovano nella condizione di non poter usufruire degli abbonamenti precedentemente acquistati».

La riduzione

«Le misure adottate dalla Giunta – prosegue – hanno portato alla riduzione della didattica in presenza per le scuole secondarie di secondo grado e della capacità massima di carico del sistema del trasporto pubblico locale. Queste misure hanno portato a un non pieno utilizzo degli abbonamenti che le famiglie avevano acquistato a inizio anno scolastico. Si stanno, perciò, valutando misure di ristoro degli utenti».

 

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