Turni, ingressi gratuiti, mascherine e voglia di ripartire: che vetrina per i musei

Venerdì 29 Maggio 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, turni, ingressi gratuiti e voglia di ripartire: che vetrina per i musei

FERMO - Mascherine, ingressi contingentati, biglietto gratis: da domani si torna nei musei cittadini. Palazzo dei Priori, Cisterne Romane, teatro dell’Aquila e museo archeologico di Torre di Palme, i primi a riaprire. A luglio toccherà anche al Terminal e ai musei scientifici di palazzo Paccarone.



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Un ritorno corale, insieme agli altri capoluoghi marchigiani. Per un mese, si entrerà dappertutto gratis. «Un’operazione sorprendente e molto positiva, realizzata in maniera spontanea e non scontata. Siamo pronti a ripartire con lo stesso spirito di dopo il terremoto», dice l’assessore alla Cultura, Francesco Trasatti. La sensazione è un po’ quella di un continuo ricominciare da capo. Prima il sisma, i danni ai luoghi culturali, le chiusure e i lavori. Poi, proprio quando fermani e turisti avevano ricominciato ad apprezzare le bellezze cittadine, il Coronavirus ha inferto un nuovo stop. «Sembra di dover sempre ripartire dal via, ma stavolta potremmo avere un vantaggio potenziale. Un’opportunità per cui dobbiamo farci trovare pronti», spiega il sindaco Paolo Calcinaro. La paura del virus e la voglia di evitare i luoghi più affollati – il ragionamento – potrebbero favorire quelli meno blasonati, ma comunque attrattivi, come Fermo, appunto. Se lo augura, il primo cittadino «perché parliamo di economia reale, di persone che possono far ripartire le attività più penalizzate e, quindi, la vita di tante famiglie fermane. È un percorso fondamentale per la città, a supporto di un sistema che, altrimenti, rischia di andare in pezzi».

Gli ingressi ai musei, ovviamente, saranno contingentati. A Palazzo dei Priori si entrerà al massimo in dodici per volta (c’è un sistema che “vede” quante persone sono dentro). Prenotare diventa, perciò, indispensabile per assicurarsi l’ingresso all’orario desiderato. Il nuovo corso prevede visite più corte (circa tre quarti d’ora) e su più turni e gruppi meno numerosi. L’accesso al palazzo di piazza sarà possibile dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Le visite guidate alle cisterne romane ci saranno tutti i giorni, meno il lunedì, con partenza da Palazzo dei Priori alle 11, 12, 15, 17 e 18.30. Stessi giorni e stesso punto di ritrovo per il teatro dell’Aquila, dove le visite si terranno alle 12.30, alle 16 e alle 18. Tutti e tre i siti saranno visitabili anche lunedì 1° giugno. Aperto di sabato e domenica e l’1 e 2 giugno, dalle 14.30 alle 19, il museo archeologico di Torre di Palme (a luglio l’orario settimanale dovrebbe essere esteso). Per entrare nei musei bisognerà indossare la mascherina. Ad ogni ingresso saranno sistemati dispenser di gel igienizzante. A gestire accoglienza e visite sarà come sempre Sistema Museo. Parla di «sforzo titanico per ridare fruibilità a questi luoghi di cultura», Achille Roselletti, responsabile fermano della società cooperativa che si è aggiudicata il bando comunale.

«Dobbiamo essere orgogliosi perché, in Italia, non tutti sono alla casella del via», aggiunge. Come a dire: c’è chi sta messo peggio. Visto che le visite saranno orarie, per essere sicuri di entrare, meglio prenotare (0734 217140 - fermo@sistemamuseo.it). Questo non vuol dire che, chi si troverà a passare per il centro e vorrà fare una capatina nei musei, dovrà rinunciarci. «Se il turno è pieno – spiega Roselletti –, saranno inseriti appena possibile nelle visite successive. Nell’attesa, volendo, potranno consumare in centro». Una mano lava l’altra. Il Coronavirus ha bloccato anche i lavori al piano terra di Palazzo dei Priori. Per adesso, per evitare che la gente si ammassi, è stato creato un percorso: si entra dalla porta di destra e si esce da quella di sinistra.

Il progetto, però, assicura Trasatti, prosegue. «È stato acquisito dall’Ufficio tecnico – fa sapere l’assessore –, a breve faremo il punto della situazione. Dopo tre mesi di stop, dovremo ragionare sul riassetto del piano finanziario». Perché, in queste settimane, i musei hanno azzerato gli incassi. I 240 dipendenti della cooperativa che gestisce i musei di mezza Italia sono tutti in cassa integrazione. Ora, un po’ alla volta, riprenderanno a lavorare. «Una situazione molto difficile da sostenere», sintetizza l’amministratore delegato, Luca Covarelli.

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