Il vice sindaco Pochini fa scattare l'allarme: «La zona dei Sibillini senza medici di base»

Martedì 10 Maggio 2022 di Francesco Massi
Il vice sindaco Pochini fa scattare l'allarme: «La zona dei Sibillini senza medici di base»

AMANDOLA  - La sanità amandolese e del territorio montano ancora al centro di discussione. Peppe Pochini, coordinatore locale e presidente dell’assemblea provinciale del Pd, nonché vicesindaco di Amandola, solleva la preoccupazione che diversi cittadini amandolesi possano rimanere senza medico di medicina generale dopo il pensionamento e la mancata sostituzione di Franco Rossi.

 

Gli assistiti di quest’ultimo, dei quali circa 1.200 di Amandola, dovrebbero essere riassorbiti dagli altri medici della medicina di gruppo, che potranno accettare fino a 1800 assistiti, grazie anche alla disponibilità di un’infermiera per sbrigare le faccende non strettamente mediche. Ma secondo Pochini questo non basterà. 


“I tre medici di medicina di gruppo rimanenti, a quanto mi risulta, sono già tutti più o meno a 1.500 assistiti, mentre la quarta dottoressa non può andare oltre i 650 pazienti perché ancora nel corso di formazione post laurea, ed è già satura. Ciò considerando che questi medici coprono il territorio montano da Montelparo a Montefortino. Quindi – dice Pochini – possono al massimo prendere altri 300 assistiti ognuno e saremmo a 900. Ma gli amandolesi ex assistiti da Rossi sono circa 1.200. Quindi più o meno dai 250 ai 300 cittadini non potranno scegliere un medico della medicina di gruppo. Quindi come faranno? Dove dovranno andare a trovare un medico di base? A Servigliano o Montegiorgio, ovvero minimo ad una trentina di chilometri di distanza? Ammesso poi che ci sia posto! Insomma ancora una volta - rimarca Pochini - la sanità montana è fortemente penalizzata per il servizio sanitario più importante».


Ma secondo il coordinatore Dem ci sono altri problemi. «La guardia medica è stata tolta in presenza continua, ma fa base ad Amandola solo a giorni alterni. La Potes medicalizzata, ovvero pronto intervento con medico a bordo di ambulanza, spesso – rimarca ancora Pochini - si deve spostare a Servigliano quando è impegnata l’altra ambulanza con base a Montegiorgio. Se contemporaneamente succedesse un incidente grave in montagna, impiegherebbe tempi molto lunghi d’intervento, considerando soprattutto la tortuosità della strada. Ciò con conseguenze che potrebbero essere drammatiche.

E questo potrebbe accadere più spesso nel periodo estivo per la notevole presenza di turisti». Conclude Pochini: «La penalizzazione dell’area montana continua ancora non aprendo, da parte dell’Asur, la nuova struttura realizzata e pronta per far rientrare il reparto di Medicina Amandola da Fermo, nonostante tutto sia in regola e l’Asur abbia accettato anche il comodato d’uso gratuito concesso dal comune di Amandola».

 

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