Rossi in pensione e non sostituito: sempre meno medici. Scatta il nuovo piano per seguire i mutuati

Giovedì 5 Maggio 2022 di Francesco Massi
Rossi in pensione e non sostituito: sempre meno medici. Scatta il nuovo piano per seguire i mutuati

FERMO -  La mancata sostituzione del medico di medicina generale Franco Rossi per il suo pensionamento a partire dall’inizio di questo mese, rischiava di creare un vuoto notevole di assistenza sanitaria per i circa 1200 amandolesi che lo avevano scelto. Un problema che sembra risolto dagli altri 4 dottori della Medicina di gruppo, che ad Amandola funziona molto bene da anni, con la concessione da parte dell’Area vasta 4 di un’infermiera esterna, che possa sbrigare le mansioni non strettamente mediche.

 

Passo che ha permesso ai medici del gruppo Vincenzo Barchetti di Montefortino, Noemi Raffaelli di Montefalcone, Giuseppe Gallo di Montelparo e Mara Barchetti, ancora di Montefortino, di accettare l’elevazione del massimale assistiti da 1500 a 1800, eccetto per quest’ultima che al momento non può andare oltre i 650, poiché in corso di formazione post laurea. Una soluzione pragmatica che soddisfa il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli ma solo se considerata temporanea.


«Prendo atto dell’impegno e della disponibilità dei medici della medicina di gruppo – dice – ma la soluzione migliore sarebbe quella di fare subito un bando per reperire un altro medico, possibilmente giovane, che vada a sostituire Rossi. Ottimo l’inserimento della giovane Barchetti. Seguire bene 1800 assistiti per ogni medico, in un territorio molto ampio e disagiato come il nostro, è un’impresa ardua, che mi auguro i medici possano sostenere al meglio e con piena soddisfazione degli assistiti. Ciò considerando anche le difficoltà di spostamenti, specialmente in inverno, per seguire bene a domicilio i tanti pazienti anziani che spesso non possono andare in ambulatorio. In particolare con le condizioni meteo avverse diventa tutto più difficile, specialmente per raggiungere le varie frazioni lontane dove vivono diverse persone della terza età. Mi auguro solo che non venga penalizzato un servizio di fondamentale e primaria assistenza come quello della medicina generale». Riguardo la figura e l’opera svolta da Franco Rossi, il sindaco aggiunge.

«Lascia un vuoto incolmabile non solo per la competenza professionale, ma anche umanamente con la sua sensibilità e attenzione per la persona. Impegno sanitario ma anche civico, ricordando che è stato sindaco di Amandola dal 1999 al 2004».
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Dunque Rossi lascia. «Per 40 anni ho voluto portare nella professione un modo di vita – dice – stabilendo un rapporto profondo con le persone. Chi opera nella medicina deve capire che la persona può essere malata non solo nel corpo ma nella società, nei rapporti interpersonali, familiari, con paure e altre problematiche psicologiche che si ripercuotono anche nel fisico. Considerare la patologia ma anche la persona nel suo insieme. Occorre empatia. Ora continuerò a fare il presidente dell’Avis Sibillini, il tesoriere dell’Ordine dei medici di Fermo, il tutor e docente nei corsi di aggiornamento obbligatori e gli interventi nelle scuole superiori con il progetto della pubblica istruzione “Curvatura medica”».

 

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