Casa fantasma di via Rieti, un'altra truffa: famiglia beffata, addio 500 euro

Casa fantasma di via Rieti, un'altra truffa: famiglia beffata, addio 500 euro
Casa fantasma di via Rieti, un'altra truffa: famiglia beffata, addio 500 euro
di Sabrina Marinelli
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Martedì 17 Maggio 2022, 09:00

SENIGALLIA -  Nuova truffa per la casa delle vacanze in via Rieti, nello stesso edificio dove la scorsa estate altri due turisti erano stati raggirati. Questa volta si tratta di una famiglia della provincia di Varese, che ieri ha realizzato il raggiro. «Non sono solito prenotare una casa nei siti internet – racconta la vittima – ma in questo caso il civico dell’edificio corrispondeva ad uno stabile realmente esistente e, inoltre, il bonifico l’inserzionista l’ha voluto sul conto corrente non sulla solita carta prepagata. Entrambi elementi che mi facevano ritenere che fosse affidabile».

 
Per due settimane di agosto aveva chiesto 1.400 euro, con la caparra di 500 euro da versare in anticipo. Una richiesta che sembrava ragionevole per un appartamento in seconda fila ma vicino al mare. «A febbraio ho pagato la caparra e siamo rimasti d’accordo che mi sarei fatto sentire prima di partire – prosegue nel racconto –, però un paio di settimane fa mi è venuto uno scrupolo. Ho provato a chiamarlo ma non ha mai risposto, c’era sempre la segreteria, poi su internet ho appreso di altre truffe relative sempre ad annunci riferiti a quel civico di via Rieti».

Anche ieri facendo vari tentativi, da diversi numeri telefonici, rispondeva sempre la segreteria. I messaggi WhatsApp invece non venivano recapitati. In via Rieti nessuno conosce il nominativo del signore con cui il turista si è accordato. Con quel cognome a Senigallia non esiste nessuno. Nel frattempo l’annuncio è scomparso, altro dettaglio a conferma della truffa.

La stagione turistica ha appena debuttato ed è già la seconda truffa che si verifica. La prima ha visto protagonisti, loro malgrado, alcuni studenti spagnoli arrivati in città per il progetto Erasmus. Avevano scoperto nel mese di aprile che la casa prenotata, versando una caparra di mille euro, non esisteva. A quel punto una professoressa si era recata in Commissariato per sporgere denuncia. I poliziotti si erano così attivati per reperire un’altra abitazione dove gli studenti potessero alloggiare visto che, essendo già arrivati in città, non sapevano dove andare.

La famiglia della zona di Varese invece non è partita, avendo prenotato l’abitazione per agosto, e non è detto che poi decida di venire ugualmente. Ha tentato anche di bloccare il bonifico tramite la banca ma ormai era troppo tardi, il truffatore si era già intascato la somma. Nei prossimi giorni la vittima andrà a sporgere denuncia dai carabinieri del proprio comune di residenza, portando gli estremi del conto corrente, su cui è stata versata la caparra, e il numero di telefono del finto inserzionista

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