Fabriano, insulti razzisti dopo la manovra
azzardata: «Tornatene al tuo paese»

Sabato 14 Settembre 2019 di Marco Antonini

FABRIANO Insulti razzisti a una ragazza di Fabriano, il caso finisce in consiglio comunale. Coro unanime in difesa della persona che mai deve subire offese, di nessun tipo. Protagonista una fabrianese, nata in Italia, madre venezuelana, padre nigeriano. Una storia triste, la definisce la protagonista. «In centro storico riprendo un signore che non ha messo la freccia e all’improvviso inchioda per parcheggiare. È talmente stizzito dal mio rimprovero che m’insegue per circa 500 metri, approfitta del fatto che un altro bravo cittadino si sia fermato in mezzo alla strada, scende dall’auto e viene a inveire al mio finestrino». 

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Sono stati attimi dove la paura da una parte e l’ignoranza dall’altra, erano alle stelle. «Torna al paese tuo», si è sentita dire la donna. «Metti la freccia», è stata la risposta della giovane educata, tranquilla e sorridente. Il clima è degenerato verbalmente con l’uomo, un fabrianese, che nell’inveire contro la ragazza ha invocato l’intercessione del leader della Lega, Matteo Salvini. «A te te ce vole Salvini», ha detto in perfetto fabrianese, così come ha raccontato la donna sui social network.
 
«Ho sempre riso in faccia a episodi di razzismo nei miei confronti. Sin da quando ero piccola – scrive - ho imparato a dare alle parole il peso che meritano illudendomi di avere una sorta di potere di decidere cosa mi faccia male e cosa no. Questa volta, invece, mi sento offesa, perché un politico è stato invocato come rimedio». Un episodio, questo, accaduto recentemente nel cuore della città della carta, che è tornato giovedì alla ribalta perché se ne è parlato in consiglio comunale. «All’inizio – dice la presidente, Giuseppina Tobaldi - ho letto una comunicazione per esprimere a nome del Consiglio vicinanza e solidarietà per quanto ti è accaduto. Un atto dovuto. In una sede istituzionale». Giuseppina Tobaldi è netta: «È stato un episodio spiacevole. Verso la ragazza sono state dette frasi odiose. Sono vicina – ha ribadito – a tutti coloro che vengono insultati sulla base di differenze più o meno invisibili. Coloro che insultano hanno tutta la mia commiserazione per l’incapacità di cogliere la ricchezza che deriva dalla differenza e dalla reciproca contaminazione. Non so se queste persone sono cattive o infelici, ma non sanno cosa si perdono».
La solidarietà
Vicinanza è stata espressa anche dal sindaco, Gabriele Santarelli. Sulla vicenda è intervenuto Angelo Cola, segretario Pd di Cerreto d’Esi. «Voglio esprimere – dice - tutta la mia solidarietà alla famiglia che ha subìto queste offese ed esternare la vergogna che provo nel sapere che anche da noi il virus del razzismo si espande e prolifera». Nei mesi scorsi, contro il razzismo, è nata una squadra, l’Atletico No Borders, un gruppo sportivo creato da alcuni ragazzi di Fabriano, che si pone «come un’alternativa a un calcio che, in nome delle logiche di mercato attuali, ha smarrito le proprie origini e le proprie potenzialità di strumento di inclusione sociale». Il gruppo si distingue per l’impegno all’interno della comunità fabrianese sui temi della tolleranza e dell’accettazione delle differenze culturali, favorendo attivamente la fruibilità dello sport senza alcuna distinzione etnica, religiosa, sociale ed economica.

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