Fabriano, insulti razzisti dopo la manovra
azzardata: «Tornatene al tuo paese»

Insulti razzisti dopo
la manovra ​azzardata:
«Tornatene al tuo paese»
di Marco Antonini
FABRIANO Insulti razzisti a una ragazza di Fabriano, il caso finisce in consiglio comunale. Coro unanime in difesa della persona che mai deve subire offese, di nessun tipo. Protagonista una fabrianese, nata in Italia, madre venezuelana, padre nigeriano. Una storia triste, la definisce la protagonista. «In centro storico riprendo un signore che non ha messo la freccia e all’improvviso inchioda per parcheggiare. È talmente stizzito dal mio rimprovero che m’insegue per circa 500 metri, approfitta del fatto che un altro bravo cittadino si sia fermato in mezzo alla strada, scende dall’auto e viene a inveire al mio finestrino». 

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Sono stati attimi dove la paura da una parte e l’ignoranza dall’altra, erano alle stelle. «Torna al paese tuo», si è sentita dire la donna. «Metti la freccia», è stata la risposta della giovane educata, tranquilla e sorridente. Il clima è degenerato verbalmente con l’uomo, un fabrianese, che nell’inveire contro la ragazza ha invocato l’intercessione del leader della Lega, Matteo Salvini. «A te te ce vole Salvini», ha detto in perfetto fabrianese, così come ha raccontato la donna sui social network.
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Sabato 14 Settembre 2019, 04:10 - Ultimo aggiornamento: 04:10